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Fra Albero (ed. EMP), il Cantico delle Creature si fa bosco nel nuovo libro di Antonio Gregolin

Un viaggio tra botanica, spiritualità e attualità per riscoprire il legame ancestrale tra l’uomo e la natura. Con la prefazione di Davide Rondoni e l’introduzione di Luciano Sammarone

12 Marzo 2026| di Alessandra Sgarbossa - Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

Esiste un silenzio assordante nel Cantico delle Creature: l’assenza totale della parola «albero». Eppure, la vita di Francesco d’Assisi è una fitta rete di sentieri boschivi, lecci millenari e foreste vissute come luoghi di rivelazione. Da questo paradosso nasce Fra Albero. Francesco d’Assisi, gli alberi, gli uomini, per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, l’ultima opera di Antonio Gregolin, giornalista, artista e guida naturalistica.

Il volume, arricchito dalla prefazione del poeta Davide Rondoni (Presidente del Comitato nazionale per l’VIII centenario della morte di san Francesco) e dalle fotografie dello stesso autore, non è un semplice trattato di botanica, né l’ennesimo commento teologico. È, come lo definisce Gregolin, un “tappeto volante” che intreccia emozioni francescane, laiche e sociali per offrire “occhi nuovi” con cui guardare il Pianeta.

Il titolo gioca su un doppio binario simbolico tra «Fra» e «Albero». «Fra» è il saluto universale dei giovani, spesso ignari che quel prefisso appartenga proprio al Poverello di Assisi; «Albero» richiama gli esseri viventi più diffusi ma meno compresi della Terra.

Il libro conduce il lettore dentro una vera e propria cartografia arborea dello spirito, visitando i “monumenti vivi” legati alla tradizione francescana: il monumentale cipresso di Verucchio, custode del chiostro romagnolo; il millenario leccio dell'Eremo delle Carceri ad Assisi; il contorto faggio di Rivodutri, scultura vivente che la memoria popolare vuole come riparo del Santo. «Credo non serva un nuovo libro sul Cantico per salvare il Pianeta – ha spiegato l’autore –. Servono semmai occhi nuovi che ci permettano di vedere “l’oltre” che Francesco d’Assisi fu capace di vivere».

Gregolin (1968), vicentino, è un giornalista “dalle scarpe rotte”, artista e regista. Vive la sua attività di guida naturalistica come una missione, fondendo ecologia e fantasia in iniziative didattiche nazionali che puntano a sensibilizzare le nuove generazioni sul valore del patrimonio arboreo, chiamando gli alberi «fratelli» in omaggio alla sua figura storica di riferimento: san Francesco.

Come sottolinea Davide Rondoni nella prefazione gli alberi diventano simboli ancestrali per comprendere che l’amicizia con il Creato nasce solo se si impara, prima, la fraternità tra gli uomini. Così Rondoni: «Non ci sono alberi citati nel Cantico delle creature di Francesco. La sua visione della creazione e del cosmo non ha nulla a che fare con la banale idea di natura di flora e fauna o pianeta oggi ricorrente in tanta retorica vacua e in visioni del mondo che, per quanto ospitate anche in festival francescani, nulla hanno in comune con la visione creaturale del santo e poeta di Assisi. E infatti nel Cantico non ci sono alberi (e nemmeno animali) perché la concezione di creazione di Francesco non è una enciclopedia botanica o uno zoo, ma un organismo dove gli elementi primari fuoco, aria, acqua, terra compongono un organismo creato di cui l’uomo può avere coscienza amante e rispettosa solo perché consapevole del suo legame sacro con l’Altissimo, Onnipotente, Buono».

 

DATI BIBLIOGRAFICI

Titolo: Fra Albero. Francesco d’Assisi, gli alberi, gli uomini

Autore: Antonio Gregolin

Editore: Edizioni Messaggero Padova

Prefazione: Davide Rondoni

Introduzione: Luciano Sammarone

Argomento: san Francesco e temi francescani

Collana: Ifuoricollana / Nuova serie

Editore: Edizioni Messaggero Padova

Tipologia: Libro, ePub

Dimensioni libro: 13,5 x 20,5

Pagine: 224

Pubblicazione: 03/2026

Numero edizione: 1

ISBN: 9788825059984

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