Giugno Antoniano 2026 | ComunicatoStampa
Presentato il gemello digitale del Reliquiario del dito di sant’Antonio custodito in Basilica del Santo a Padova: dal XIV al XXI secolo grazie alla tecnologia in 3D
Lo sguardo del digitale a servizio della memoria e della cura. Un connubio tra la spiritualità antoniana e le più avanzate tecnologie di tutela non invasiva nel progetto della Basilica di Sant’Antonio, Museo Antoniano e Geolander.it
La cura, la tutela, la valorizzazione e la diffusione della conoscenza dei beni storico artistici della Basilica di Sant’Antonio a Padova possono avvalersi di uno strumento veramente innovativo e inedito: l’esplorazione in 3D. Grazie alle tecnologie avanzate di Geolander.it, con la supervisione del Museo Antoniano e dei francescani del Santo, è stato realizzato il “doppio virtuale” del Reliquiario del dito di Sant’Antonio, un prezioso manufatto del 1300. Geolander.it, brand operativo di Gemmlab Srl, azienda veneta attiva dal 2007 nel campo della Geomatica, ha creato un modello digitale estremamente fedele all’urna originale del XIV secolo, capace di restituire ogni dettaglio dell’opera e renderla esplorabile in modo innovativo, con dati e nuvole di punti, che mappano ogni centimetro quadrato della sua superficie. Non si tratta di una semplice replica, ma di uno strumento per studiare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, rendendolo accessibile anche a distanza. Un esempio concreto di come la tecnologia possa dare nuova vita alla storia, senza alterarne l’autenticità.
A una settimana dal grande abbraccio dei devoti a Sant’Antonio, in occasione della Solennità del 13 Giugno che ha portato in Basilica del Santo centomila persone, nell’ambito del Giugno Antoniano 2026 oggi è stato presentato il gemello digitale del Reliquiario del dito di sant’Antonio all’Oratorio di San Giorgio a Padova. A illustrare il progetto e le sue ricadute nel campo della tutela del reliquiario e della realizzazione dell’opera sono stati padre Antonio Ramina, rettore del Santo; la prof.ssa Giovanna Baldissin Molli, direttrice del Museo Antoniano; l’ing. Giovanni Manta e il dott. Michele Nocera, entrambi di Geolander.it.
Il Tesoro della basilica custodisce nella Cappella delle Reliquie e nel Museo Antoniano una raccolta di reliquiari, i più importanti dei quali sono quelli che al loro interno conservano frammenti del corpo di Antonio. Si tratta di un insieme di nove manufatti, databili dal secondo quarto del Trecento alla fine del XV secolo, tutti esposti alla venerazione dei fedeli nella Cappella detta anche del Tesoro: 1) Reliquiario del bicchiere di Aleardino; 2) Reliquiario del mento del Santo; 3) Reliquiario dei capelli del Santo; 4) Reliquiario del dito del Santo; 5) Reliquiario della cute del capo del Santo, 1433; 6) Reliquiario della lingua del Santo; 7) Reliquiario della tonaca del Santo, di san Lorenzo martire e di san Bartolomeo; 8) Reliquiario della cute, 1448; 9) Reliquiario dei capelli, 1500.
Tra loro, il Reliquiario del dito di sant’Antonio, che viene portato in Processione il 13 giugno e con cui viene impartita la benedizione finale ai fedeli da parte del Ministro Provinciale dei frati conventuali, è uno dei più significativi, per la bellezza e riconducibilità allo stile della fine del Trecento, in piena sintonia con la pittura di Altichiero da Zevio, autore degli affreschi della Cappella di San Giacomo nel transetto destro all’interno della basilica e degli affreschi dell’Oratorio di San Giorgio. C’è quindi unità di intenti tra la realizzazione del gemello digitale del reliquiario e le azioni di valorizzazione promosse dal Santo a favore dei suoi cicli di affresco facenti parte del sito seriale riconosciuto come patrimonio universale dell’UNESCO. Questi affreschi, oltre che opera d’arte in sé, documentano l’altezza qualitativa della civiltà carrarese e il Reliquiario del dito è una testimonianza materiale di quel periodo, che ci è pervenuta grazie al suo status di oggetto di culto.
A maggior ragione esso va tutelato e valorizzato, interrogandosi sulla possibilità di estendere questa modalità di acquisizione di dati e immagini all’intera serie dei reliquiari antoniani, anche in vista degli ottocentenari antoniani dei prossimi anni, in particolare quello della morte di frate Antonio che cadrà nel 2031.
IL RELIQUIARIO DEL DITO DI SANT’ANTONIO (XIV sec.) - Questo manufatto in argento fuso, sbalzato, traforato, inciso, dorato e smaltato a traslucido, appartiene alla tipologia dei reliquiari a statuetta, ben documentata in Europa tra Medioevo e fine del Quattrocento. Fu registrato nel primo inventario dei beni mobili della basilica nel 1396, quando venne istituzionalizzata la Veneranda Arca del Santo.
Non siamo in grado di dare un nome all’orefice che ha realizzato questo piccolo capolavoro di toccante umanità, il cui realismo, asciutto e intenso, dialoga con il linguaggio pittorico dell’ultimo terzo del Trecento padovano. Vediamo qui una intenzionalità narrativa, nella resa di questo Antonio emaciato ma forte, e di imperiosa volontà, che regge nella mano sinistra il libro della Sacra Scrittura e nella destra sembra spingere avanti il vero – e in proporzione grande –, reliquiario che custodisce la reliquia, come se fosse una lanterna portatrice di luce, accostata alla Bibbia. Una realizzazione realistica e intensa che restituisce l’immagine di un Antonio potente e deciso a promulgare la Parola Sacra, tanto più significativa ora che sappiamo come anche i sermoni medievali sul Santo (presentati due settimane fa nel Giugno Antoniano) accentuano proprio questo aspetto del predicatore, come percezione più diffusa al tempo del Santo di Padova.
IL DIGITAL TWIN DEL RELIQUIARIO, TRA CONSERVAZIONE E NUOVE PROSPETTIVE DI CONOSCENZA
In quanto oggetto liturgico, piccolo, prezioso e fragile, questo manufatto necessita di attenzioni particolari anche per promuoverne la visibilità. La sua duplicazione digitale permette di fruire nel tempo dei dati raccolti in modo da mantenere immutata la sua identità originaria, di ingrandirlo, rovesciarlo, ruotarlo nello spazio.
Il progetto di Geolander.it, Museo Antoniano e frati della Basilica non è stato formulato in vista di possibili futuri eventi catastrofici, per cui il gemello digitale ci garantisce un modello perfetto per un restauro, quanto per un auspicabile utilizzo del modello digitale in un’ottica culturale, devozionale e di studio, attraverso un’esperienza arricchente e ripetibile nel tempo.
Considerando che la visita ai reliquiari antoniani nella Cappella delle reliquie si svolge di necessità con tempi veramente brevi, la possibilità di “avvicinarsi al reliquiario” con il tramite della realtà virtuale, tanto prima della visita reale quanto come approfondimento successivo, mette a disposizione di devoti, turisti e studiosi uno strumento di valorizzazione veramente straordinario.
Siamo abituati a pensare all’uso della georeferenziazione per spazi e manufatti grandi che il modello digitale permette di governare (città intere, verde urbano, strade…). Nel complesso monumentale della Pontificia Basilica di Sant’Antonio, la tecnologia digitale è stata usata per la prima volta per l’Oratorio di San Giorgio nel 2022. In quell’occasione Geolander.it, con l’approvazione lungimirante dei frati della basilica e in sinergia con la Veneranda Arca del Santo, aveva realizzato la duplicazione dell’oratorio stesso, con esiti stupefacenti per la sua smaterializzata e pur così concreta restituzione. In questa occasione i promotori si sono perciò affidati per la duplicazione del reliquiario alla stessa azienda, specializzata nell’ambito delle tecnologie avanzate a servizio dei beni artistici.
Nel caso del Reliquiario del dito di sant’Antonio, l’idea è stata di impiegare il gemello digitale al contrario rispetto a quanto fatto con l’Oratorio di San Giorgio, ovvero per ingrandire e penetrare in questo piccolo manufatto di grande bellezza e perfezione, usando tecniche sorprendenti, come l’uso del traforo o della minuscola decorazione a smalto, risolvendo anche problemi nuovi attraverso soluzioni innovative.
IL PROGETTO DI GEOLANDER.IT PER IL GEMELLO DIGITALE DEL RELIQUIARIO DEL DITO DI SANT’ANTONIO
Il progetto rappresenta un esempio concreto di come innovazione e patrimonio culturale possano dialogare, aprendo nuove possibilità di conoscenza, conservazione e valorizzazione. Il cuore dell’intervento è un metodo sviluppato da Geolander.it che unisce precisione, qualità dei dati e capacità di integrazione con sistemi digitali avanzati. Questo approccio, già utilizzato per la gestione di interi territori e città, dimostra oggi la sua efficacia anche su oggetti di piccole dimensioni, ma estremamente complessi come il Reliquiario del dito di sant’Antonio. Attraverso tecnologie di rilievo 3D ad alta risoluzione – come laser scanner e fotogrammetria – è stato possibile ottenere una replica digitale estremamente fedele, capace di restituire ogni dettaglio dell’opera. Questi strumenti permettono infatti di creare modelli tridimensionali accurati dei beni culturali, fondamentali per la loro documentazione e analisi.
Il risultato non è una semplice ricostruzione virtuale, ma un modello interattivo che consente di esplorare il manufatto in modo approfondito. Il digital twin diventa così uno strumento di supporto per studiosi, restauratori e istituzioni, contribuendo alla conservazione nel tempo e alla diffusione della conoscenza. Nel campo dei beni culturali, infatti, i digital twin stanno assumendo un ruolo sempre più strategico: repliche digitali tridimensionali che permettono di osservare, analizzare e monitorare opere e monumenti senza intervenire direttamente su di essi.
Questa esperienza conferma il potenziale di queste tecnologie come ponte tra tutela e innovazione. Il digitale non sostituisce l’opera originale, ma ne amplifica le possibilità di fruizione, rendendola accessibile anche a distanza e preservandone l’autenticità. Con questo progetto, Geolander.it ribadisce il proprio impegno nel mettere la tecnologia al servizio della cultura, contribuendo a costruire nuove modalità di relazione tra il patrimonio storico e le generazioni future.
MEDIA - scaricabili da questi link:
1 - foto conferenza stampa e foto Reliquiario del dito di Sant'Antonio - https://www.swisstransfer.com/d/a1d291f2-6ce3-41e3-be9a-4c1504e66532 - Questo link scadrà il 22 luglio 2026 alle ore 14:03
2 - video e slide di Geolander - https://www.swisstransfer.com/d/34d76761-bf27-4846-beb8-304cffd49115 - Questo link scadrà il 22 luglio 2026 alle ore 13:59
Tutti gli appuntamenti del Giugno Antoniano 2026 sono a ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti, salvo ove indicato diversamente.
Il cartellone completo con tutti gli eventi culturali e le celebrazioni religiose in ordine cronologico è riportato nel dépliant e su www.santantonio.org.
Per eventuali aggiornamenti sugli eventi i riferimenti sono il sito su www.santantonio.org e il QR Code
INFO GIUGNO ANTONIANO
www.santantonio.org – Facebook: Giugno Antoniano - www.padovanet.it
Tel. 049-8225652 - Email: infobasilica@santantonio.org
DIETRO LE QUINTE DEL GIUGNO ANTONIANO 2026
Il Giugno Antoniano 2026 è organizzato da Comune di Padova, Pontificia Basilica di S. Antonio, Provincia di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, Diocesi di Padova, Caritas sant’Antonio ETS, Veneranda Arca di S. Antonio, Messaggero di sant’Antonio Editrice, Arciconfraternita di Sant’Antonio, Centro Studi Antoniani, Museo Antoniano, Ordine Francescano Secolare di Padova, Associazione culturale Palio Arcella, Libreria del Santo.
La realizzazione della manifestazione è possibile grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Camera di Commercio di Padova, Confindustria Veneto Est.
Il Giugno Antoniano 2026 ha inoltre il patrocinio del Comune di Camposampiero (PD) e del Progetto Antonio 800 della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova.
La media partnership è in collaborazione con «Messaggero di sant’Antonio», «Messaggero dei Ragazzi», Edizioni Messaggero Padova e Rete Veneta del Gruppo Medianordest.
A tutte queste realtà va il vivo ringraziamento di quanti organizzano la manifestazione.
CONTATTI PER I GIORNALISTI
GIUGNO ANTONIANO – Ufficio stampa Messaggero di sant’Antonio, Alessandra Sgarbossa – Mob. 380-2038621 - ufficiostampa@santantonio.org – https://areastampa.messaggerosantantonio.it/