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Che fine ha fatto il sogno americano? Sul «Messaggero di sant’Antonio» per l’estero di ottobre il dossier sugli USA alla vigilia delle elezioni presidenziali

In primo piano anche la stretta di mano tra Mattarella e Pahor alla foiba di Basovizza, l’Associazione Emiliana di Ottawa, il museo che racconta l’emigrazione italiana a Melbourne, l’attrice siciliana emergente che vive in Messico e sogna la Magnani

30 Settembre 2020| di Alessandra Sgarbossa - Ufficio Stampa Messaggero S. Antonio Editrice

Il numero di ottobre del «Messaggero di sant’Antonio» per l’estero dedica l’ampio dossier di Alessandro Bettero “Che fine ha fatto il sogno americano?” alle imminenti elezioni presidenziali negli USA. Non un confronto sui programmi dei due candidati, Donald Trump e Joe Biden, ma un’analisi minuziosa sui diritti umani e sulla giustizia sociale negli Stati Uniti con l’aiuto di esperti, come la sociologa Rita Sinorita Fierro di Philadelphia, lo storico Stanislao G. Pugliese docente alla Hofstra University di New York, il giornalista Eric J. Lyman. Perché diritti, povertà, accesso al sistema sanitario sono le vere emergenze su cui i due sfidanti si giocheranno la poltrona della Casa Bianca, in uno dei momenti più drammatici della storia degli Stati Uniti, tra pandemia, crisi economica e tensioni razziali. Non è che il Paese dell’American Dream, forse più enfatizzato dal cinema e dalla tv che reale, sia la terra delle mille opportunità solo se guadagni (e spendi) abbastanza? All’interno del dossier anche l’intervista esclusiva al mensile francescano ad Antonio M. Romanucci, avvocato della famiglia di George Floyd, l’afroamericano ucciso a Minneapolis durante un fermo della polizia la scorsa primavera (vedi il lancio dell’intervista in anteprima del 7 settembre).

Una stretta di mano che rimarrà nella storia, non perché la prima pubblica dopo il lockdown, ma perché il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e quello di Slovenia Borut Pahor, prendendosi per mano il 13 luglio scorso a Trieste, davanti alla foiba di Basovizza (dove i partigiani jugoslavi scaraventarono nel 1945 duemila nostri connazionali), con un gesto spontaneo e fuori dai protocolli, hanno sancito un percorso di riconciliazione nei rapporti tra i due Paesi. In “La Storia in un gesto” Nicoletta Masetto ripercorre la memorabile giornata che ha rappresentato un appuntamento atteso da decenni specie per la comunità slovena in Italia, come ha spiegato al «Messaggero» Walter Bandelj, presidente della Confederazione delle Organizzazioni Slovene (Sso) nel nostro Paese.

Hanno appena festeggiato i quarant’anni di attività e non intendono minimamente contenere il loro entusiasmo. Gli emiliani di Ottawa, guidati dal loro presidente Larry Bertuzzi e dai giovani vicepresidenti Marianna Sterlini e Alessandro Sidoli, lavorano alacremente alla ripresa delle attività tenute in stand by dalla pandemia. L’Associazione Emiliana di Ottawa è nata nell’autunno del 1979 grazie a un gruppo di immigrati provenienti dall’Emilia-Romagna che si sono ritrovati nella capitale canadese. Uniti da un eccezionale spirito di fratellanza, essi diedero vita al primo nucleo che poi inglobò anche altre famiglie residenti nella grande città. Ne scrive Laura Napoletano in “La via Emilia arriva a Ottawa”.

Nicola Nicoletti con “La nuova Bellucci” ci porta in Messico a conoscere Valentina Buzzurro, giovane attrice siciliana trapiantata nel Paese sudamericano, innamorata del cinema italiano. La millennial, che ama il neorealismo e i suoi registi e sogna di tornare in Italia, dopo il debutto a 12 anni, ha privilegiato ruoli impegnativi ed è innamorata del temperamento di Anna Magnani. Forse è per questo che la «piccola Bellucci», come la chiamano per lo sguardo intenso e ammaliante, predilige film drammatici.

Doppio anniversario a Melbourne per il Co.As.It., l’associazione per l’assistenza degli italiani. Si celebrano infatti i quarant’anni della Italian Historical Society e il decennale del Museo Italiano, situato nel cuore di Carlton, quartiere legato alla comunità italiana. In “Il tesoro della memoria” Sara Bavato racconta la storia della società nata nel 1980 e unica nel suo genere: da quattro decenni documenta, conserva e promuove la storia dell’immigrazione italiana in Australia. In parte accessibile online, la collezione vanta 400 registrazioni, 8.800 immagini e un’ampia gamma di oggetti e artefatti a partire dalla corsa all’oro del 1850.

Infine, a cento anni dalla nascita di Alberto Sordi e in occasione dell’apertura al pubblico della sua casa-museo, il «Messaggero» pubblica l’intervista a Giancarlo Governi, storico co-autore con Sordi del programma di successo della RAI “Storia di un italiano”, che rivela inediti retroscena sulla vita e la carriera dell’attore romano, alcuni dei quali raccontati per la prima volta (Bettero in “Storia di un italiano”).

 

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