Messaggero di sant'Antonio ed. italiana per l'estero | ComunicatoStampa

Il «Messaggero di sant’Antonio» per l’estero di giugno è un ponte tra arte, storia, inclusione e solidarietà globale

La mostra di Raffaello a News York, la musica di Marco Calliari da Montreal, il docufilm di Fausto Caviglia sui gastarbeiter italiani in Germania, il geologo dei vulcani Maurizio Mulas in Ecuador

4 Giugno 2026| di Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

Il numero di giugno del «Messaggero di sant’Antonio» edizione italiana per l’estero si propone ancora una volta come un autorevole punto di riferimento e un ponte ideale per le comunità italiane nel mondo, attraverso un ricco palinsesto di inchieste, reportage e approfondimenti che spaziano dalla grande arte rinascimentale alle storie di emigrazione passata e presente, fino a straordinari progetti di cooperazione internazionale. La rivista si apre con un prestigioso focus culturale da New York, per poi viaggiare attraverso il Canada, la Germania e l’Ecuador, accendendo i riflettori su percorsi umani e professionali d’eccellenza, capaci di ridefinire il concetto di italianità all’estero.

Nelle pagine di cultura da segnalare l’artico “La poesia di Raffaello” di Alessandro Bettero, in occasione della prima grande retrospettiva americana dedicata al genio di Urbino al Metropolitan Museum of Art di New York fino al 28 giugno. Il servizio analizza il ritratto inedito del maestro rinascimentale. Raffaello viene raccontato come un precursore assoluto del networking e del moderno marketing, capace di trasformare la bottega d’arte in un vero e proprio co-working di talenti. L’articolo approfondisce inoltre l’eccezionale e storica ricomposizione della Pala Colonna, le cui parti sono state eccezionalmente riunite per la prima volta a New York dopo quattro secoli di dispersione.

Quattro le storie della sezione Italiani nel mondo che racconta i nostri connazionali di stanza all’estero.

Dal Canada arriva l’articolo di Vittorio Giordano “Calliari, la musica che unisce”. È il ritratto di Marco Calliari, cantautore italo-canadese di Montréal, che attraverso la world music fonde lingue, tradizioni e sensibilità apparentemente lontane, come la tarantella, la pizzica, il rock, il folk e il flamenco. Il musicista di origini lombardo-pugliesi e trentine ha fatto della lingua italiana lo strumento privilegiato per esprimere le proprie emozioni intime, collaborando con grandi artisti del panorama canadese e italiano e costruendo ponti culturali capaci di abbattere ogni muro.

Si arriva in Germania con “Un sogno italiano”, un’intensa intervista di Andrea D’Addio al regista e filmmaker Fausto Caviglia, autore del film documentario omonimo Un sogno italiano. La pellicola rievoca l'epopea dei circa 500mila gastarbeiter italiani giunti in Germania tra il 1955 e il 1975 a seguito degli accordi bilaterali. Un racconto corale fatto di sacrifici, discriminazioni, ma anche di straordinaria emancipazione sociale, che arriva fino alle attuali generazioni integrate a ogni livello della società tedesca, come dimostra la videointervista raccolta da Caviglia a Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica della Volkswagen.

Laura Napoletano propone il reportage “Il geologo dei vulcani” che accende i riflettori sulla comunità italiana in Ecuador, cresciuta negli ultimi anni anche grazie all’attrazione di ricercatori qualificati. È il caso del geologo cagliaritano Maurizio Mulas, docente associato a Guayaquil, arrivato nel Paese sudamericano grazie al progetto governativo “Prometeo” per lo sviluppo della ricerca scientifica. Mulas racconta la sua attività di studio sugli 84 vulcani del territorio (di cui 24 attivi) e l’orgoglio nel mantenere vive le proprie radici sarde a diecimila chilometri di distanza.

L’articolo “GIA, un'identità che rinasce” di Luciano Gerry Gerardi esplora lo straordinario impatto sociale di Gia Network (Giovani Italiani Australiani), l’associazione guidata da Domenico Stefanelli che in Australia è diventata un punto di riferimento cruciale per i nuovi flussi migratori e per gli oriundi di seconda e terza generazione. Dalla grande mobilitazione solidale durante la pandemia fino all’annuale Summit per il futuro dei giovani italiani, la rete promuove una visione dell’italianità moderna, vibrante e inclusiva nel Paese «Down Under».

Ampio spazio alla solidarietà, infine, con “Un ospedale nella savana” di Giulia Cananzi, che racconta il “Progetto 13 giugno 2026” di Caritas sant’Antonio ETS. Nato da Danilo Tonin, ottantenne missionario laico originario di Belluno che dal 2007 ha abbandonato una vita agiata da imprenditore, il progetto della storica realtà antoniana a favore dei più bisognosi raccoglie fondi per rinnovare l’ospedale mobile itinerante “Provvidenza Divina” in Benin e Togo. La clinica mobile garantisce il diritto alla salute e combatte la cecità e le malattie oculari nelle zone rurali della savana, curando oltre 20mila persone l’anno. La rivista lancia così l’appello per sostenere e incrementare il progetto di solidarietà di Caritas sant’Antonio.

 

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