Messaggero di sant'Antonio | ComunicatoStampa

«Messaggero di sant’Antonio», da 125 anni nel mondo. Nel numero di gennaio l’evoluzione della rivista e tutte le novità del 2023

Da gennaio la nuova rubrica "Semi di guerra, semi di pace" e la serie dedicata ai giovani "Coraggio, in piedi!" e curata dallo psicologo Simone Olianti

19 Dicembre 2022| di Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

Tra gli articoli, il dossier sull’hate speech, la memoria storica per costruire la pace, riscoprirsi “Fratelli tutti”, il progetto ResQ che salva i migranti nel Mediterraneo, Giotto visto dagli artisti di oggi


1898-2023, sono 125 anni esatti di vita di una delle più longeve riviste italiane, ovvero il «Messaggero di sant’Antonio», a cui sono dedicati la copertina e l’editoriale di gennaio. In “Occhi aperti sull'umanità”, il direttore responsabile, fra Massimiliano Patassini, racconta così la linea editoriale e l’evoluzione del mensile: «In questi anni stiamo celebrando alcuni centenari legati a sant’Antonio di Padova. […] In sintonia con questi avvenimenti, nel 2023 c’è un’altra ricorrenza che vogliamo festeggiare: i 125 anni del “Messaggero di sant’Antonio”. La prima rivista di quest’opera dei frati minori conventuali è stata pubblicata a partire dal gennaio del 1898, in seguito agli eventi legati ai settecento anni dalla nascita del Santo (1895). Il desiderio dei frati era quello di offrire uno strumento per far risuonare la voce di Antonio, che fosse testimone della vita della Basilica, contribuendo a far conoscere le bellezze di questo luogo di fede e devozione, e fosse promotore della solidarietà del Pane dei Poveri, opera caritativa sostenuta dai religiosi. Vangelo e carità, come più volte ribadito, sono i cardini di questa impostazione» declinata in una rivista popolare, perché «Antonio è davvero il santo del popolo, amato dalle persone soprattutto perché con la sua presenza sapeva farsi vicino alla gente e con la sua predicazione (popolare, appunto) giungeva al cuore di chi lo ascoltava. E questo continua ad accadere anche oggi».

Tra le novità dell’anno che si apre, una nuova rubrica mensile: Semi di guerra, semi di pace. «Il conflitto è un tema di grande attualità, che oggi sentiamo particolarmente vicino e pressante. Spesso ci diciamo sostenitori della pace e contrari alla guerra, ma poi che cosa accade realmente? – si domanda il direttore nell’introduzione della nuova serie – La pace autentica, come testimonia san Francesco d’Assisi, nasce da un’esperienza personale attraversata anche dal fallimento e dal rifiuto, dal lasciarsi mettere in discussione, cercando l’incontro e il dialogo con l’altro, impegnandosi in una comunicazione non ostile, che favorisca un “disarmo integrale” per smontare “la psicosi bellica” che si annida nei nostri cuori (cfr. Pacem in Terris n. 61 e il tema della 57ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali). In queste pagine, che proporremo per l’intero 2023, vogliamo andare alla radice, mettendo in luce quelli che sono i semi (pensieri, parole e azioni) da cui germinano situazioni di armonia o di ostilità; ci faremo aiutare da alcune voci autorevoli che ci accompagneranno nel percorso». Nel primo articolo, intitolato “Dal cinismo all’empatia” e firmato da Laura Nota, docente dell’Università di Padova, il tema del cinismo (seme di guerra) e dell’empatia che apre alla solidarietà (seme di pace).

Seconda novità del 125° anno del mensile antoniano è la serie delle pagine di «Catechesi», pensate per essere utilizzate nei gruppi parrocchiali, dai formatori, dai catechisti. Al centro, anche quest’anno, ci saranno i giovani e il loro mondo, popolato di paure, ma anche di tanto coraggio. La serie si intitola, infatti, Coraggio, in piedi! e rimanda immediatamente al tema della GMG che si terrà ad agosto in Portogallo: «Maria si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39). Il primo articolo introduttivo è a firma del direttore, dal mese di febbraio i testi saranno curati da Simone Olianti (psicologo e «life coach», docente alla Scuola Superiore di Scienze dell'Educazione dell'Università Salesiana), con le illustrazioni di Elisabetta Benfatto.

Tra i principali articoli di gennaio, da segnalare il dossier “L'odio corre in rete” di Stefano Marchetti. L’hate speech rappresenta un grave problema. Alla base del fenomeno c’è la percezione, errata, che l’odio online sia solo virtuale. E invece le vittime sono persone sempre, tragicamente, reali.

In occasione della Giornata della Memoria, Giulia Cananzi firma “Memorie pro, memorie contro”, una riflessione su questa capacità dell’essere umano. Si stanno infatti moltiplicando le memorie che contraddicono le memorie dominanti, anche di fatti che fondano la nostra identità nazionale. Perché? Eppure la memoria è una questione indispensabile per la manutenzione della pace.

“Al cuore dell’uomo per riscoprirsi fratelli” è l’approfondimento di Sabina Fadel sulla «Fondazione Fratelli tutti» nata nel l’ottobre 2021 in Vaticano. Una realtà ispirata all’omonima enciclica di papa Francesco, che vuole aiutare gli esseri umani a riconoscersi fratelli e sorelle, per costruire insieme un mondo più giusto e pacificato.

“Restiamo umani”, titolo dell’articolo di Michela Manente, è anche e soprattutto l'invito di Luciano Scalettari, giornalista, tra gli ideatori del progetto ResQ, nato nel 2019 con l’obiettivo di salvare il maggior numero possibile di vite umane tra quanti attraversano il Mediterraneo alla ricerca di un futuro degno di questo nome.

Con la sua genialità e le sue innovazioni Giotto ha cambiato il corso della storia dell’arte: una mostra al Mart di Rovereto celebra il grande maestro toscano attraverso le opere di artisti del ’900 da lui ispirati. Ne scrive Luisa Santinello in “Sulle orme di Giotto”.

 

Il sommario del mese in allegato e sul sito del «Messaggero di sant’Antonio» dal 1° gennaio.


Allegati disponibili


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  • 86_cs_20221219_msa_gennaio_2023.doc
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  • messaggero_sommario_gen_2023_p3.pdf
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