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Migranti ai vertici nel dossier del «Messaggero di sant’Antonio» per l’estero di aprile, quando l’affermazione sociale misura integrazione ed emancipazione

Gli italiani di Vancouver, l’azteco piemontese, il sogno di suor Crepaldi in Brasile e altre storie di connazionali emigrati

6 Aprile 2021| di Ufficio Stampa Messaggero S. Antonio Editrice

È possibile, molto difficile o impossibile raggiungere i vertici della politica, dell’economia, dell’impresa, così come della ricerca scientifica, dell’istruzione, dello sport in un Paese di cui non si è nativi, ma nel quale si è immigrati o figli di immigrati? Esempi come l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’attuale vicepresidente americana Kamala Harris, il sindaco di Londra Sadiq Khan, l’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, o ancora Sergio Marchionne (figlio di emigrati in Canada), o le dinastie di costruttori di origine italiana Grollo in Australia e Pallaro in Argentina, tutti discendenti di immigrati, sono segni dei tempi oppure solo delle eccezioni? Le domande non sono peregrine poiché dalla risposta si può capire quanto una nazione sia permeabile al cambiamento, all’inclusione, alla valorizzazione delle risorse umane che compongono il suo mosaico sociale. L’approfondito dossier “Le ragioni del riscatto” di Alessandro Bettero analizza a 360° il fenomeno dei cittadini stranieri che, indipendentemente dall’origine anagrafica o dall’appartenenza etnica o religiosa, sono arrivati ai vertici, non solo della politica, ma anche del business, della cultura, delle arti, nei rispettivi Paesi di nascita o di radicamento.

A Perth, sulla costa occidentale australiana, sono moltissime le associazioni culturali nate da emigranti italiani: dalla Siciliani Association of WA di Sterling al Laguna Veneto Social and Bocce Club, dalla Tuscany Association WA all’Abruzzo & Molise Sporting Club di Wattle Grove. E l’associazionismo italiano è stato il motore di Colours of Italy, uno degli eventi di maggior successo della comunità italiana di Perth negli ultimi anni: un festival all’aperto che ha tinto di verde, bianco e rosso una delle capitali più isolate del mondo. Ne scrive Sara Bavato in “Perth l'italiana”.

Gli italo-canadesi della Provincia della British Columbia sono concentrati soprattutto a Vancouver, la terza area metropolitana del Canada, con circa 2,5 milioni di abitanti. Oggi gli italiani iscritti all’Aire presso il Consolato Generale d’Italia a Vancouver (che include anche le Province dell’Alberta, del Saskatchewan e dello Yukon) sono quasi 34 mila, ma quelli di origine italiana sono circa 160 mila. Nell’articolo “British Columbia tricolore” Vittorio Giordano racconta la presenza dei nostri connazionali in quell’area del Canada.

In Italia aveva studiato psicologia, ma dopo la laurea, nel 2004, decise di volare in Messico in cerca di esperienze stimolanti, scoprendo un continente nuovo. Da allora Franco Grasso, o come preferisce farsi chiamare, Frank Gras, non si è ancora stancato di viaggiare. Lasciate le aguzze cime del suo Piemonte, Frank in Messico ha conosciuto alture e vulcani che ha scalato, organizzando corsi per arrampicarsi in sicurezza, diventando manager, istruttore e divulgatore. Ce lo fa conoscere Nicola Nicoletti in “L’azteco piemontese”.

Marinellys Tremamunno con “Il sogno di suor Crepaldi” ci porta in Brasile per scoprire l’attività quasi trentennale dell’Associazione Ponte «Brasil Italia», fondata nel 1992, da suor Maria Crepaldi, una religiosa di origine italiana della Congregazione dell’Assunzione, che ha seminato amore nel quartiere di Vila Dalva a Rio Pequeno, una favela di San Paolo. Oggi suor Crepaldi non c’è più, ma rimane la sua opera: a favore di famiglie svantaggiate della zona.

Il sogno di lavorare negli Stati Uniti ha spinto Stella Musi, nata a San Daniele del Friuli nel 1989, ad attraversare l’Atlantico per raggiungere la costa della California e diventare un’affermata professionista nel campo del design. Ed è sempre il sogno il carburante che alimenta quotidianamente l’impegno di questa giovane italiana, da alcuni anni a Los Angeles, che come tanti altri nostri connazionali, è finita nella nuova diaspora dell’emigrazione italiana. La intervista Laura Napoletano in “Stella conquista gli Angeli”.

 

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Allegati disponibili


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