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A scuola senza smartphone nel «Messaggero dei Ragazzi» di marzo 2026
Un corso per aspiranti Dj in classe, il musical con carcerati e suore di clausura, studiare i giornali per leggere il mondo, archeologhe di ieri e di oggi, la tecnica dell’affresco di nuovo di moda, la matematica in simboli
Dal 1° settembre dello scorso anno è vietato in classe durante l’orario scolastico l’uso dei cellulari. A sei mesi di distanza dall'introduzione di questa restrizione da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il «Messaggero dei Ragazzi» di marzo, con “A scuola senza smartphone” di Davide Penello, ha raccolto le voci di un gruppo di studenti tra i 13 e 14 anni per capire come si vive ora il tempo a scuola. Su 12 giovanissimi che si sono raccontati al MeRa solo 3 hanno bocciato la norma, mentre gli altri hanno trovato molti benefici. C’è chi si è liberato dall’ossessione del telefono e dalle distrazioni, chi ha re-imparato a parlare con gli amici e chi si è innamorato. Un bilancio positivo in termini di salute e relazioni interpersonali.
Molte le pagine dedicate alla musica nel nuovo numero del mensile. All’Istituto Comprensivo Statale “Iqbal Masih” di Malnate, in provincia di Varese, si tiene un corso per DJ nell’ambito dei progetti extrascolastici. È la prima scuola in Italia a proporlo. Il prof Luca (anch’egli DJ per passione) ha organizzato un laboratorio ad hoc e le reazioni dei ragazzi sono state, manco a dirlo, entusiastiche. Maria Giulia Baiocchi in “Vado a scuola per imparare il Djing” ha raccontato questa esperienza.
Sempre la musica è protagonista dell’intervista di Laura Pisanello “Oltre le grate”. Il titolo è lo stesso del musical decisamente speciale, che unisce carcerati e suore di clausura. Una commedia musicale della compagnia CGS life APS di Biancavilla (CT), che racconta una storia di rinascite e libertà, che va oltre le barriere di un carcere. Protagonisti sono infatti i giovani attori detenuti in penitenziario, ispirati da suor Cristiana Scandura, clarissa che vive in un monastero di clausura.
Alessandro Scotti firma il dossier “News. Giornali ieri, oggi, domani” che racconta, a 150 anni dalla nascita, l’avventura del «Corriere della Sera», ma anche il ruolo delicato della stampa libera e indipendente e lo stato di salute del giornalismo in Italia e nel mondo. Spiegando ai più giovani a cosa servono i giornali e come distinguere notizie di qualità e professionisti autorevoli da fake news e mezze verità. Perché conoscere le cose costituisce una difesa contro la manipolazione e il controllo che gli altri possono esercitare su di noi.
Agatha Christie, Freya Stark, Gertrude Bell, Silvia Tiozzo e le altre. Sono loro le “Archeologhe in azione” che racconta Caterina Maniaci. Grazie alle loro vite quasi leggendarie, sono state proprio le donne a dare corpo e volto a questa professione. Un mestiere che richiede tanta costanza e precisione, ma che può portare grandi soddisfazioni anche oggi. Con un’intervista a Tiozzo, che a Venezia lavora in uno studio di archeologia da 25 anni.
È un inno d’amore alla pittura «a fresco» l’articolo “L’affresco salvato” di Laura Pisanello. Se l’Italia è stata nei secoli il Paese dell’affresco, dalle chiese medievali alle Ville palladiane, ai nostri giorni rischia di scordarsi le complesse regole di questa tecnica. A salvarla ci ha pensato un pittore, agordino di nascita e vicentino d’adozione, Vico Calabrò, che nel 1975 raccolse la sfida. Per 50 anni, Calabrò ha insegnato pittura a fresco in Italia e nel mondo, e oggi i suoi allievi lavorano e insegnano in più di 30 Paesi.
Chi lo ha detto che la matematica non ha il suo fascino? Massimiliano Patassini confuta questa teoria con “Matematica in simboli”. Fin dai primi anni di scuola, impariamo a utilizzare i simboli matematici per fare le classiche operazioni, ma la scrittura simbolica è un’invenzione dell’ultimo millennio. In passato, per risolvere un problema numerico, si facevano grandi giri di parole, come attesta uno dei libri più importanti del medioevo del matematico persiano Muhammadibn Musa al-Khwarizmi nel IX secolo. Un’opera fondamentale che ha portato, grazie alla sua traduzione dall’arabo al latino, all’introduzione del sistema di numerazione che utilizziamo anche oggi.