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Sul «Messaggero di sant’Antonio» per l’estero di marzo Damiana Natali e la sua musica come suono dell’anima

In primo piano anche l’ultima intervista a Gabriel A. Battista, co-ceo di NIAF, ponte tra Italia e Usa, e la storia delle dodici blogger di “Amiche di fuso”

11 Marzo 2020| di Ufficio Stampa Messaggero S. Antonio Editrice

Fin da piccola sognava di dirigere un’orchestra. Oggi è tra le poche donne al mondo a salire sul podio con la bacchetta, con grande capacità e forza d’animo. In «Musica, suono dell’anima» Claudio Zerbetto intervista Damiana Natali, direttore d'orchestra, un ruolo tradizionalmente maschile. Secondo la stimata musicista, apprezzatissima a livello internazionale, «l’orchestra è una metafora della convivenza interculturale, pura sintesi di mondi apparentemente diversi. Si scrive in bianco e nero, ma porta con sé tutti i colori». Questa testimonial dell’italianità nel mondo ha sempre confessato il suo legame particolare con sant’Antonio, «l’Amico di sempre che ti accompagna e ti prende per mano», come ha raccontato al mensile francescano.

In una società come quella americana che fa dell’assimilazione la sua principale prerogativa sociale, brilla un organismo che difende oltre 25 milioni di americani di origine italiana. È la NIAF, la National Italian American Foundation, fondata nel 1975 a Washington per promuovere un’immagine positiva degli italo-americani, preservarne il ricchissimo patrimonio storico-culturale e rafforzare i rapporti bilaterali tra le due sponde dell’Atlantico. Vittorio Giordano in “NIAF, il ponte tra Italia e Usa” intervista Gabriel A. Battista, co-ceo del sodalizio dal 2017, purtroppo recentemente scomparso. Quella che vi proponiamo è la sua ultima intervista: un omaggio al suo impegno e un’eredità morale per la comunità italo-americana.

Da più di cinque anni www.amichedifuso.com è un punto di riferimento digitale per una comunità al femminile in crescita, quella expat. In “Amiche di fuso” Sara Bavato svela la storie di queste dodici blogger che raccontano i Paesi dove risiedono, attraverso il magazine digitale, la pagina Facebook e il profilo Instagram dove il gruppo spiega come si vive in giro per il mondo e, in alcuni casi, anche cosa vuol dire rientrare in Italia e ricominciare daccapo a casa propria. Seguire i loro canali social significa passare dagli Emirati Arabi agli Stati Uniti nel giro di un post, con soste a portata di clic anche in Congo, Svizzera, India, Taiwan, Giappone, Kuwait, Italia e Australia.

Sono quattro, vengono da ogni parte d’Italia e almeno una volta al mese, da circa un anno, cercano di far ridere chiunque parli italiano a Berlino. Lo fanno con uno spettacolo di stand-up comedy, il format tanto caro agli americani con il quale si dà vita a monologhi comici pensati per far ridere e riflettere il pubblico in sala. Ce li presenta Andrea D’Addio in “Quattro comici a Berlino”: sono Gabriele Iaconis, 35 anni, napoletano, che di giorno gestisce un chiosco in un centro commerciale; Alessandro Lorenzo, classe 1985, di Schio, provincia di Vicenza, insegnante di tedesco in classi internazionali; Carlo Rossi, 47 anni, di Bergamo, scrittore di monologhi “col passamontagna”, e Fabio Corigliano, 45 anni, di Reggio Emilia, autore satirico per diverse testate.

In “Orgoglio genovese” Laura Napoletano ci porta in Cile a conoscere l’Associazione ligure di Santiago del Cile, icona della presenza italiana nel Paese che vanta anche una cittadina, Capitan Pastene, dedicata all’omonimo esploratore genovese. A guidarli è il presidente Claudio Massone Stagno, intenzionato a mantenere ben saldi i legami con la terra d’origine per i suoi 470 iscritti e per le nuove generazioni.

A Maurizio Mastrangelo, consulente aziendale e formatore, l’Italia andava e stretta decise di lasciare il suo Molise per Dublino. Analogamente il suo socio, Marco Giannantonio, anch’egli di Campobasso, si lasciò alle spalle una promettente carriera di avvocato per condividere con Mastrangelo il sogno di creare in Irlanda il più importante gruppo di promozione del made in Italy nel settore enogastronomico e turistico. Nacque così nel 2004 il loro progetto imprenditoriale denominato “Flavour of Italy”, come il titolo dell’articolo di Alessandro Bettero.


Allegati disponibili


  • 22_cs_20200311_emi_marzo_riv.doc
    134144 Kb


  • p38-40_natali.pdf
    2634588 Kb


  • p44-45_battista_niaf.pdf
    1879532 Kb


  • p43_amiche_di_fuso.pdf
    558655 Kb


  • p45_germania.pdf
    475645 Kb


  • p42-43_liguri_cile.pdf
    1413677 Kb


  • p42-43_irlanda.pdf
    1412622 Kb