Caritas Antoniana | ComunicatoStampa

Solidarietà senza confini: Caritas sant’Antonio ha investito 3,8 milioni di euro nel 2025 nel mondo e lancia in Benin un ospedale mobile oftalmico

Presentati oggi a Padova il Bilancio sociale 2025 della ETS dei frati del Santo e il "Progetto 13 Giugno 2026” per raccogliere fondi per i bambini della savana affetti da cataratta

9 Giugno 2026| di Alessandra Sgarbossa - Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

In un’epoca segnata da quella che Papa Leone XIV definisce nella sua Esortazione Apostolica Dilexit te come la “nuova tirannia” dei mercati che generano esclusione, Caritas sant’Antonio ETS risponde con una fotografia del valore concreto: 122 progetti realizzati in 40 Paesi, con un investimento complessivo di oltre 3,8 milioni di euro.

È questo il Bilancio sociale dell’ente nel 2025 giunto alla sua quarta edizione: un ampio documento con cui Caritas sant’Antonio racconta l'identità e l'operato dell’organizzazione non profit, nata dall’antica tradizione francescana del “Pane dei Poveri” e oggi evolutasi in un moderno Ente del Terzo Settore. Il Bilancio sociale delinea una struttura chiara che spazia dalla storia istituzionale alle strategie d'impatto, evidenziando la transizione normativa del Terzo Settore per l’iscrizione al Registro Unico Nazionale, comportando così l’integrazione di nuove sedi operative.

Se il payoff di Caritas sant’Antonio è essere con gli ultimi, là dove non c’è speranza, la missione centrale si fonda sullo Sviluppo Umano Integrale, con l'obiettivo di trasformare i soggetti vulnerabili in protagonisti del proprio futuro attraverso interventi globali su salute, istruzione e diritti umani. In un contesto segnato da crescenti povertà multidimensionali e crisi umanitarie, il documento funge da strumento di trasparenza e rendicontazione, ribadendo l'impegno di Caritas nel contrastare l'esclusione sociale sia nelle periferie del mondo che nel territorio italiano.

Con la quarta edizione del Bilancio Sociale si consolida un percorso di trasparenza verso gli stakeholder, mentre l’integrazione operativa di Missioni Francescane Emilia Romagna di Bologna e Casa Amica Como, testimoniano un ente che cresce professionalmente per onorare il mandato secolare di «Vangelo e Carità». Non si tratta di fare beneficenza, ma di compiere una scelta di campo per la dignità umana in un mondo che tende a scartare i più deboli.

La rinnovata struttura organizzativa di Caritas sant’Antonio, capace di trasformare la devozione antoniana in impatto misurabile, permette oggi di lanciare la sfida più ambiziosa per il 2026: una clinica oculistica mobile per contrastare la cecità evitabile nel cuore della savana. Questa rete capillare, che unisce l'efficienza gestionale alla missione evangelica, è il presupposto per l'avvio del "Progetto 13 Giugno 2026", volto a colmare un gap sanitario drammatico in Benin.

Il Bilancio sociale di Caritas sant’Antonio è stato presentato questa mattina da fra Valerio Folli (direttore di Caritas sant’Antonio ETS), fra Antonio Ramina (rettore della Basilica del Santo), dott.ssa Monica De Angeli (Direttrice della Comunità San Francesco di Monselice - PD) e fra Giancarlo Zamengo (direttore generale del «Messaggero di sant’Antonio»), nell’incontro “Dalla gente per la gente, Caritas sant’Antonio incontra la città” nell’ambito del Giugno Antoniano 2026.

 

Novità istituzionali e progetti speciali

Nel 2025 Caritas sant’Antonio ha rafforzato la sua rete operativa e strategica. Con l’inserimento nel RUNTS delle sedi operative secondarie di Bologna, Missioni Francescane Emilia Romagna (MIFRER) e di Como, Casa Amica di Como: le attività di beneficenza e caritative dei Frati Minori Conventuali della Provincia Italiana Sant’Antonio di Padova sono state riunite sotto un unico ETS. Fondamentale resta la sinergia con il «Messaggero di sant’Antonio» per promuovere la raccolta fondi a sostegno delle missioni francescane nel mondo.

Inoltre, a livello nazionale, ha visto lo scorso anno un potenziamento del Fondo “Pane di sant’Antonio”, con investimenti mirati verso le crescenti indigenze nel Centro-Sud Italia, con uno stanziamento totale di 150.000 euro per sostenere le famiglie italiane in difficoltà (contributi fino a 700 euro al mese per affitto, utenze e spese sanitarie, spese scolastiche e borse lavoro).

Oltre alle povertà economiche, l'impegno si estende alle fragilità umane: restano centrali il sostegno ai centri per disabilità e dipendenze e la creazione di spazi di aggregazione polifunzionali per giovani e minori. Una solidarietà che, nel nome del Santo, unisce l'assistenza immediata alla promozione sociale nelle periferie geografiche ed esistenziali.

 

L'impatto globale e nazionale 2025

La strategia operativa di Caritas sant’Antonio nel 2025 ha privilegiato l'efficacia della prossimità: il 41% degli interventi è costituito da microprogetti, gestiti in collaborazione con partner laici e religiosi locali. Questa scelta garantisce che le risorse arrivino direttamente alle comunità senza disperdersi in costi burocratici, permettendo un monitoraggio costante e una rendicontazione puntuale.

Sintesi degli interventi e ripartizione delle risorse nel 2025

Gli ambiti in cui ha operato Caritas sant’Antonio sono per il 41% la promozione umana (Formazione professionale, microcredito e agricoltura sociale per l'autosufficienza), per il 29% l’istruzione (contrasto alla povertà educativa, borse di studio e edilizia scolastica), per il 25% salute e igiene (infrastrutture sanitarie, dispensari e servizi igienici rurali), per il 4% contrasto alla povertà in Italia (sostegno al reddito e bisogni primari tramite il Fondo "Pane di sant’Antonio").

 

Geografia della solidarietà

L'attività ha raggiunto 40 Paesi, con una presenza predominante nel continente africano:

- Africa (20 Paesi e 66 progetti): dal Benin al Sudafrica, con focus sulla Repubblica Democratica del Congo e il Burkina Faso.

- America Latina (10 Paesi e 22 progetti): interventi in contesti di fragilità sociale dal Venezuela al Paraguay.

- Asia (6 Paesi e 17 progetti): progetti di sviluppo rurale e istruzione tra India, Filippine e Myanmar.

- Europa (4 Paesi e 12 progetti): Italia, Polonia, Romania e Turchia (la Tracia, detta anche Turchia Europea)

 

Profilo istituzionale: identità, storia e trasparenza

Caritas sant’Antonio ETS opera come ramo di attività della Provincia Italiana di sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali del nord d’Italia. Dal 1° marzo 2024, l’ente è ufficialmente iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) con il numero di repertorio 39878, un passaggio che garantisce la massima conformità normativa e trasparenza amministrativa per i donatori.

 

Dati generali e impatto globale

Entrando nel dettaglio dei dati, nel 2025 Caritas sant’Antonio ETS ha sostenuto 122 progetti (il 60% delle 203 richieste pervenute) in 40 Paesi del mondo. Da segnalare che nel complesso le richieste di progetto sono aumentate dell’88% rispetto al 2024). Il totale dei fondi erogati supera i 3 milioni e 800 mila euro, che hanno raggiunto 454.574 beneficiari.

 

Focus geografico, settori di intervento, beneficiari

Nel 2025 è stata data priorità all'Africa, che più di altri continenti soffre per il contesto internazionale tra guerre e carestie. È qui che si è concentrato il maggior numero di interventi: 66 progetti in 20 Stati, che raggiungono l'88% dei beneficiari totali. La Repubblica Democratica del Congo è stato il Paese con più realizzazioni (22 progetti), afflitto nella sua storia da lunghissimi conflitti armati, l’ultimo dei quali si è riacceso nel 2022, causando una catastrofe umanitaria con milioni di sfollati.

In generale gli interventi di Caritas sant’Antonio nel mondo si sono concentrati su sanità, igiene e nutrizione (30 progetti), scuola (29 progetti) e promozione umana (24 progetti), ovvero progetti comunitari di varia natura, dalla formazione ai diritti e al lavoro, al superamento di alcuni fattori che causano povertà.

Tra i beneficiari in particolare sono stati sostenuti bambini e adolescenti (34% dei progetti) e donne (24% dei progetti), così distribuiti: 399.882 in Africa, 39.411 in America Latina, 12.399 in Asia e 2.882 in Europa. Sono state sostenute in particolare le popolazioni e le comunità delle aree rurali 94,8% (es. villaggi e parrocchie che non hanno accesso ai servizi minimi, come sanità, educazione e formazione lavorativa).

Complessivamente, nel 2025 gli ambiti in cui l’ETS francescana è intervenuta prevalentemente sono stati: sanità, igiene e nutrizione (30 progetti), scuola (29 progetti) e promozione umana (24 progetti), ovvero progetti comunitari di varia natura, dalla formazione ai diritti e al lavoro, al superamento di alcuni fattori che causano povertà.

 

Gli attori dei progetti

Come negli anni passati, Caritas ha sostenuto numerose iniziative promosse da una varietà di attori, prevalentemente cattolici: i frati francescani impegnati nelle missioni in tutto il mondo, le diocesi e le congregazioni locali, altri ordini religiosi e le associazioni laiche e ONG nate nei diversi contesti per rispondere alle necessità concrete delle comunità.

L’impegno di Caritas sant’Antonio nei contesti più poveri ed emarginati – in particolare in quelli segnati da conflitti o da gravi fragilità sociali, dove intervenire è più difficile – si fonda sulla presenza diretta dei frati nei territori e su relazioni consolidate con realtà locali, sia laiche che religiose.

 

Efficienza gestionale

Un dato di forte trasparenza è che il 94% delle risorse è impiegato direttamente nel sostegno ai progetti, mentre solo il 6% copre i costi di struttura e gestione. Caritas sant’Antonio ETS ha agito inoltre come un moltiplicatore d'Impatto: per ogni euro erogato da Caritas sono stati attivati 4,94 euro in termini di supporto economico complessivo per il raggiungimento degli Obiettivi dell'Agenda 2030 ONU.

 

Il Caso Italia: la povertà strutturale e il Fondo "Pane di sant’Antonio"

In Italia, la povertà non è più un dato congiunturale ma strutturale, colpendo il 9,8% della popolazione (5,7 milioni di persone). Secondo gli ultimi dati Istat (pubblicati il 14 ottobre 2025) il 9,8% della popolazione italiana vive in povertà assoluta. Parliamo di oltre 5,7 milioni di persone e di 2,2 milioni di famiglie (l'8,4% dei nuclei familiari), con un incremento drammatico del 43,3% negli ultimi dieci anni. A essere più a rischio sono minori per un 13,8%, anziani (over 65), nuove vulnerabilità come i cosiddetti working poor (lavoratori con salari insufficienti), le famiglie numerose e i nuclei in cui le tutele sociali ed economiche sono venute a mancare. Caritas sant’Antonio ha risposto potenziando il Fondo di solidarietà "Pane di sant’Antonio", destinando nel 2025 risorse crescenti soprattutto alle comunità francescane del Centro-Sud della Penisola per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale. L'intervento non si limita alla distribuzione di cibo, ma affronta la crisi degli working poor, coprendo spese per affitti, bollette e materiale scolastico. Lontano dalle logiche del semplice assistenzialismo una tantum, il progetto è orientato alla tutela dei nuclei familiari in precario equilibrio economico, con una priorità per quelli in cui sono presenti figli minori. Il progetto intercetta, grazie alla rete capillare dei conventi della Provincia Italiana dei Frati Minori Conventuali, le sacche di fragilità concentrandosi in particolare nel Centro-Sud della Penisola. Il programma prevede l'erogazione di un contributo economico mensile parametrato sulle reali necessità, fino a un massimo di 700 euro al mese, garantito per una durata massima di 9 mesi. Tali somme sono destinate alla copertura di spese indispensabili e primarie: canoni di locazione, utenze domestiche, spese sanitarie, costi legati all'istruzione dei figli e borse lavoro.

Nel corso del 2025 l’azione del fondo, passato complessivamente da 100.000 a 150.000 euro per andare incontro ai più indigenti, ha raggiunto numerose città, tra cui Anzio, Castrovillari, Comiso, Ottaviano, Palermo, Pescara, San Pietro in Amantea e Urbino. Accanto alla rete parrocchiale si sono consolidate sinergie speciali: il sostegno alle famiglie con bambini BES (Bisogni Educativi Speciali) a Ottaviano, in collaborazione con le Suore Francescane Missionarie di Assisi, e l'attivazione di borse lavoro in Calabria tramite la Fondazione Museo Kolbe.

 

Progetti 13 Giugno 2025, sull’emergenza educativa a Palermo e quella sanitaria in Burkina Faso

Caritas sant’Antonio, in collaborazione con il «Messaggero di sant’Antonio», propone ogni anno ai devoti del Santo un progetto solidale, con l’obiettivo di rendere visibile l’opera della Provvidenza a sostegno delle persone più fragili. Grazie alle donazioni dei devoti, lo scorso anno Caritas sant’Antonio ha realizzato due “interventi simbolo” denominati “Progetti 13 Giugno”, uno a Palermo e uno in Burkina Faso, che dimostrano la volontà della ETS francescana di costruire sistemi resilienti dove le persone vulnerabili possono diventare protagoniste del proprio destino.

Il progetto italiano si è soffermato sull’emergenza educativa, una vera sfida contemporanea che attanaglia tutta l’Italia, ma a Palermo si colora di problematiche ancora più complesse, che rischiano di pregiudicare in modo indelebile la vita di molti ragazzi e ragazze. Il progetto sostenuto è il Parco della Fraternità Leonardo Vitale, un centro polifunzionale a Palermo in un quartiere a rischio criminalità. Un polmone di socialità e prevenzione nel cuore delle periferie della città, tributo alla memoria del primo vero pentito di mafia. Il progetto ha realizzato un polo francescano di spiritualità, cultura, formazione e carità sociale e al contempo un centro ricreativo e di ascolto, sala polifunzionale, una casa per le associazioni sociali del territorio, un presidio per la prevenzione della devianza giovanile, con campi da gioco.

Il progetto Giugno Antoniano per l’estero ha invece ampliato il Centro medico S. Massimiliano Kolbe di Koudougou in Burkina Faso. La regione con oltre 1,3 milioni di abitanti ha un solo ospedale funzionante, che copre un bacino di 120mila persone. Per far fronte a questa forte carenza sanitaria, i frati conventuali, presenti da anni in missione nel Paese, hanno avviato un progetto per ampliare il Centro Medico e potenziarne i servizi. Attualmente il Centro è un CMA (Centre Médical Amélioré), ovvero un centro medico che dispone di un pronto soccorso medico, chirurgico e ostetrico. Inoltre, è stato recentemente eretto a «distretto sanitario» per una migliore accessibilità alle cure di base.

 

Focus "Progetto 13 Giugno 2026": una clinica mobile oftalmica per il Benin

Nel Benin occidentale, il sole che brucia la terra è anche il peggior nemico degli occhi. La cataratta infantile, se non trattata, condanna migliaia di bambini all’emarginazione sociale e all’analfabetismo. In questo contesto, Caritas sant’Antonio ETS lancia in occasione della Solennità del Santo il “Progetto 13 Giugno 2026” dedicato a un’iniziativa di solidarietà per raccogliere fondi per un ospedale mobile oftalmico nella zona della Savana, in Benin, con l’appello ai devoti e lettori del «Messaggero di sant’Antonio» a sostenerlo.

Nel Paese africano migliaia di bambini vivono nell'oscurità pur essendo circondati dalla luce accecante della savana, semplicemente perché un intervento chirurgico di routine è per loro un lusso inarrivabile. Ma la soluzione è arrivata dalla Provvidenza, impersonata da un volontario e dalla sua idea di avviare una Clinica Oculistica Mobile. Il progetto nasce dall'intuizione di Danilo, un ex imprenditore divenuto missionario laico che, dopo una chiamata spirituale nel Santuario antoniano di Camposampiero, ha deciso di mettere le sue competenze al servizio degli ultimi. La soluzione tecnica è una vera e propria unità ospedaliera itinerante che comprende:

  • semirimorchi attrezzati: moduli mobili che ospitano studi oculistici e sale operatorie sterili.
  • motrici e gazebo: nuovi mezzi di trasporto per raggiungere i villaggi più remoti e ampie strutture per l'accoglienza e il triage dei pazienti.
  • equipe volontaria: medici e infermieri europei che dedicano le proprie ferie per operare sul campo.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di raccogliere i fondi necessari per il rinnovo totale delle apparecchiature mediche e dei mezzi di trasporto:

  • 30 € finanziano i kit di prevenzione e le cure concrete per i bambini dei villaggi.
  • 50 € coprono il costo di un paio di occhiali da vista, restituendo autonomia a chi vive di agricoltura.
  • 100 € contribuiscono all'acquisto di strumentazione chirurgica per l'ospedale mobile.

 

Il contesto mondiale di riferimento in cifre

Povertà estrema, conflitti, sfruttamento e precarietà lavorativa sono un’emergenza strutturale in Italia e nel mondo.

Il Bilancio Sociale 2025 fotografa uno scenario internazionale e nazionale drammatico, caratterizzato da disuguaglianze crescenti e da una povertà che, da emergenziale, sta diventando strutturale. Il panorama internazionale del 2025 evidenzia un volume immane di persone in stato di sofferenza, private dei diritti fondamentali. 808 milioni di persone vivono in povertà estrema (meno di 3 euro al giorno), mentre 1,1 miliardi di persone vivono in povertà multidimensionale acuta.

Il 60% degli occupati globali (circa 2 miliardi) hanno un lavoro informale e senza tutele (l'88% nei Paesi a basso reddito), con 138 milioni di minori impiegati in lavori spesso pericolosi. La tratta di esseri umani coinvolge oltre 200 mila vittime identificate tra il 2020 e il 2023 (dato sottostimato), soprattutto donne, ragazze e minori non accompagnati. Oltre 1,12 miliardi di persone vivono in baraccopoli o insediamenti informali, con 272 milioni di bambini e giovani privati dell'accesso alla scuola. Sono 2,2 miliardi le persone senza acqua potabile e 3,4 miliardi quelle senza servizi igienici sicuri. Conflitti e migrazioni forzate coinvolgono 123,2 milioni di sfollati forzati nel mondo (dato 2024) e 37,8 milioni di rifugiati (sotto mandato UNHCR) più del doppio rispetto al 2015.

 

La storia dell’ente in un secolo di carità antoniana

  • 1898 - Nasce l'Opera del Pane dei Poveri presso la Basilica del Santo a Padova, focalizzata sull'assistenza diretta alla popolazione.
  • 1951 - L'azione si espande oltre i confini nazionali per rispondere alle calamità naturali.
  • 1976 - Viene costituita la Caritas Antoniana per gestire i grandi interventi nazionali (terremoto del Friuli) e internazionali.
  • 1991 - Nomina del primo Direttore missionario, spostando il baricentro operativo verso i Paesi in via di sviluppo.
  • 2024 - Pieno recepimento della Riforma del Terzo Settore con l'iscrizione al RUNTS.
  • 2025 - Integrazione strategica di MiFrER Bologna e Casa Amica Como, unificando le attività di beneficenza e alcune attività caritative della Provincia in un unico ETS.

 

MEDIA:

Video del Progetto 13 Giugno 2026 di Caritas sant'Antonio

Video resoconto Caritas sant'Antonio 2025

Dona il tuo 5x1000 a Caritas sant'Antonio

Foto conferenza stampa di oggi 9/06/2026 https://www.swisstransfer.com/d/205c10f1-83f7-4654-a884-38e334d48c78 - NB: Il link scadrà il 9 luglio 2026 alle ore 13:34

 

INFO CARITAS SANT’ANTONIO ETS

Tel. 049 8603310, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 – segreteria.caritas@santantonio.org- www.caritasantoniana.org.
Sul sito è possibile consultare la mappa degli interventi, le schede dei singoli progetti, sostenerli e seguirne l'evoluzione.

La realizzazione dei progetti è stata possibile grazie all’aiuto concreto dei molti devoti di sant’Antonio sparsi in tutto il mondo e agli abbonati delle varie edizioni del «Messaggero di sant’Antonio», nazionali ed estere. A loro va il ringraziamento di tutti coloro che operano a vario titolo in Caritas sant’Antonio.

 

CONTATTI PER I GIORNALISTI PER CARITAS SANT’ANTONIO e GIUGNO ANTONIANO

Ufficio stampa Messaggero di sant’Antonio, Alessandra Sgarbossa Mob. 380-2038621 - ufficiostampa@santantonio.orghttps://areastampa.messaggerosantantonio.it/

 

INFO GIUGNO ANTONIANO

www.santantonio.org – Facebook: Giugno Antoniano - www.padovanet.it - Tel. 049-8225652 - Email: infobasilica@santantonio.org

 

DIETRO LE QUINTE DEL GIUGNO ANTONIANO 2026

Il Giugno Antoniano 2026 è organizzato da Comune di Padova, Pontificia Basilica di S. Antonio, Provincia di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, Diocesi di Padova, Caritas sant’Antonio ETS, Veneranda Arca di S. Antonio, Messaggero di sant’Antonio Editrice, Arciconfraternita di Sant’Antonio, Centro Studi Antoniani, Museo Antoniano, Ordine Francescano Secolare di Padova, Associazione culturale Palio Arcella, Libreria del Santo.

La realizzazione della manifestazione è possibile grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Camera di Commercio di Padova, Confindustria Veneto Est.

Il Giugno Antoniano 2026 ha inoltre il patrocinio del Comune di Camposampiero (PD) e del Progetto Antonio 800 della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova.

La media partnership è in collaborazione con «Messaggero di sant’Antonio», «Messaggero dei Ragazzi», Edizioni Messaggero Padova e Rete Veneta del Gruppo Medianordest.

A tutte queste realtà va il vivo ringraziamento di quanti organizzano la manifestazione.

 


Allegati disponibili


  • 07_ga26_cartella_stampa_bilancio_sociale_caritas_s_antonio_ets_2025_09_06_2026_def.docx
    169340 Kb


  • 07_ga26_cartella_stampa_bilancio_sociale_caritas_s_antonio_ets_2025_09_06_2026_def.pdf
    753595 Kb


  • foto_bilancio_sociale_caritas_sant_antonio_ph_andrea_canton.zip
    11146203 Kb