Messaggero di sant'Antonio ed. italiana per l'estero | ComunicatoStampa
Fede, storia e geopolitica: i 250 anni degli Stati Uniti e il ricordo dei martiri latinoamericani nel nuovo numero del «Messaggero di sant’Antonio» edizione italiana per l’estero
Un numero speciale che analizza le luci e le ombre della democrazia americana a due secoli e mezzo dalla Dichiarazione d’Indipendenza e ripercorre, a cinquant’anni di distanza, il sacrificio di uomini di Chiesa uccisi dalle dittature latinoamericane
Nella sezione Italiani nel mondo la generazione expat, l’Achiropita a San Paolo, i Colledimezzesi in festa e le note di speranza in Israele
Nel numero doppio di luglio-agosto 2026 del «Messaggero di sant’Antonio» edizione italiana per l’estero la rivista propone in particolare un viaggio profondo e documentato attraverso due anniversari di straordinaria rilevanza: il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti d'America e il 50° anniversario dei martiri della Chiesa latinoamericana, offrendo chiavi di lettura che collegano il passato all’attualità.
Nel 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America, firmata a Philadelphia il 4 luglio 1776, “Una Rivoluzione incompiuta” di Alessandro Bettero ripercorre il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, attraverso le analisi di storici ed esperti sul contrasto tra i principi universali del 1776 e le loro storiche inattuazioni. Dall’originaria contraddizione di Thomas Jefferson, proprietario di schiavi, l’approfondimento ripercorre le tappe del Paese fino alle attuali criticità evidenziate da analisti come Stefano Luconi, Ferdinando Fasce, Raffaella Baritono e Mauro della Porta Raffo, presidente onorario della Fondazione Italia-USA. Tra i nodi centrali figurano il persistente divario sociale con quasi 36 milioni di poveri, le tensioni della carcerazione di massa e le mutazioni demografiche che ridefiniranno la mappa politica entro il 2050. Sotto la lente anche la politica estera della seconda amministrazione Trump, segnata dal declino del soft power e da una strategia improntata ai soli interessi economici nazionali.
C'è un anno che pesa come una pietra nella storia della Chiesa latinoamericana: il 1976. In coincidenza con il golpe militare di Videla in Argentina e sotto la dittatura di Geisel in Brasile, si consumò una spietata caccia alle streghe contro chiunque difendesse i poveri, i diritti umani e le cooperative rurali. A cinquant'anni di distanza, il reportage “Il dono estremo della vita” di Marinellys Tremamunno ricostruisce la scia di sangue che unì i destini dei cinque membri della comunità pallottina (il massacro di San Patrizio a Buenos Aires), dei sacerdoti Carlos de Dios Murias e Gabriel Longueville, del laico Wenceslao Pedernera e del vescovo Enrique Angelelli in Argentina, fino al gesuita João Bosco Penido Burnier, ucciso in Brasile mentre difendeva due donne dalle torture della polizia. L'articolo dà spazio anche alle conclusioni della storica ricerca episcopale La verità vi farà liberi, che analizza senza sconti le luci intense dei martiri a fronte delle storiche debolezze istituzionali dell'epoca.
“Generazione expat” è il titolo dell’intervista di Alessandro Bettero a Eleonora Voltolina, autrice del libro Crescere expat, che fotografa la realtà degli oltre 1,7 milioni di italiani iscritti all’Aire negli ultimi vent'anni. L’indagine, che ha coinvolto 1.200 genitori espatriati, rivela come la "fuga" sia legata alla ricerca di migliori condizioni lavorative e di politiche familiari più efficienti. Paesi come la Francia, grazie a sgravi fiscali e asili capillari, o la Svizzera, con salari elevati e flessibilità oraria anche per i padri, offrono tutele che in Italia mancano, riducendo la paura di fare figli. Tra le criticità del vivere all’estero emergono lo sradicamento dei minori, la gestione della doppia identità culturale e la dolorosa distanza dai nonni, mentre meno del 10% degli intervistati desidera rientrare.
Il quartiere Bela Vista di San Paolo, cuore della comunità italo-discendente in Brasile, celebra il secolo della Festa di Nossa Senhora Achiropita. Nata nel 1926 per iniziativa degli immigrati calabresi di Rossano Calabro per preservare le proprie radici e sostenere i bisognosi, la ricorrenza è oggi la più grande manifestazione della cultura italiana all'estero. Con oltre 250 mila presenze a fine settimana, l’evento unisce una gastronomia ibrida a una profonda devozione. Il valore storico e caritatevole della festa è tale da essere stato riconosciuto sia a livello municipale sia, nel 2024, con il titolo di Manifestazione Culturale Nazionale firmato dal presidente della Repubblica brasiliano, inaugurando un intero anno giubilare. Ne scrive Giorgia Miazzo in “San Paolo, l’Achiropita ha 100 anni”.
“Note di speranza” di Fabio Dalmasso racconta la storia della trentaduenne varesina Lucia D'Anna, violoncellista trasferitasi a Gerusalemme, testimonia come la musica possa farsi strumento di pace e dialogo in Terra Santa. Sposata con un collega palestinese, Lucia insegna all'Istituto Magnificat della Custodia di Terra Santa. Dopo lo shock degli attacchi del 7 ottobre 2023, non si è arresa alla paura e ha promosso programmi di propedeutica musicale per i bambini orfani evacuati da Rafah a Betlemme, offrendo loro un'occasione di sollievo dal dolore. Autrice del libro Terra non promessa, l'artista racconta le vite di israeliani e palestinesi uniti dal desiderio di superare gli scenari di morte, auspicando una pace giusta in cui i due popoli possano finalmente guardarsi in faccia.
L'articolo “Vevey, Colledimezzesi in festa” di Laura Napoletano celebra il solido legame transnazionale tra il comune abruzzese di Colledimezzo e la cittadina svizzera di Vevey, dove risiede una storica comunità di emigrati italiani. Nato nel 1956 con l'arrivo dei primi due operai in cerca di lavoro, il flusso migratorio ha dato vita a un sodalizio formale, oggi Associazione Colledimezzese in Svizzera guidata da Francesco Carrea. L'ente promuove iniziative uniche come un elenco telefonico genealogico e la proiezione di documentari sociologici. Il patto di amicizia, ufficializzato nel 2019 tra i sindaci, culmina ogni anno a giugno nella Giornata dell'Amicizia e vanta progetti culturali d'eccellenza, come la creazione del vino italo-svizzero Lu ColVè in collaborazione con istituti alberghieri.
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