Antonio 800 | ComunicatoStampa

Al via il nuovo progetto «Antonio800»

L’iniziativa dei frati minori conventuali del Nord Italia celebra la presenza di sant’Antonio tra noi e si protrarrà fino al 2031, ottocentenario della morte del Santo. Dal 10 al 16 febbraio la prima iniziativa a Salerno

9 Febbraio 2023| di Alberto Friso, Progetto Antonio800 - Alessandra Sgarbossa, Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

800 anni fa lo avreste incontrato pellegrino per le strade della Romagna, o per quelle del nord Italia, del sud della Francia, con qualche passaggio pure a Roma dal Papa e ad Assisi da san Francesco. La vita pubblica di frate Antonio di Padova è lunga 9 intensissimi anni, tra il 1222 e il 1231. Sono gli anni adulti degli incontri (i poveri, i frati, le famiglie…) e degli scontri (Ezzelino da Romano, gli avari, gli eretici…); dei miracoli (praticamente ovunque sia passato…) e dell’insegnamento (a Bologna, con la scrittura dei Sermoni…); del cammino e della contemplazione (Camposampiero, Arcella…).

Nell’imminenza della cosiddetta «Festa della Lingua» (quando si ricorda il ritrovamento della lingua incorrotta di sant’Antonio, ricorrenza che in Basilica del Santo a Padova si celebra domenica 19 febbraio, vedi programma allegato), ecco allora il varo del nuovo «Progetto Antonio800» che evidenzia proprio la presenza itinerante ed evangelizzatrice di frate Antonio di Padova operante tra noi. A delinearne i contorni è fra Roberto Brandinelli, ministro provinciale della Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova dei frati minori conventuali: «Antonio800 è un’iniziativa di pastorale antoniana che da qui al 2031 vuole cogliere le tante opportunità offerte dalla storia e dalla testimonianza di Antonio tra noi. Si declinerà in varie modalità, a seconda delle circostanze. Ad esempio: per noi il 2023 è l’anno di Rimini (dei miracoli della mula, dei pesci…) e della Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona, nella “casa natale” di frate Antonio… Ma animeremo e racconteremo anche le peregrinatio delle reliquie in Italia e non solo, e altre proposte culturali e spirituali della Basilica del Santo e dei Santuari Antoniani di Camposampiero e dell’Arcella».

Non nasce dal nulla «Antonio800». «L’antefatto è il fortunato “Progetto Antonio 20-22” – specifica fra Brandinelli –, culminato nel grande cammino-pellegrinaggio da Capo Milazzo in Sicilia fino a Padova nell’estate-autunno 2022. Ancora vogliamo tornare a seguire le orme del Santo sulle strade che lui ha percorso per annunciare Gesù, “Buona Notizia” per l’uomo di ieri e di oggi».

Il logo di «Antonio800» ricorda infatti quello di «Antonio 20-22». Dalla Basilica di Padova parte una strada percorsa da due viandanti, forse due frati. «Vanno due a due, come il Vangelo invita a fare per chi parte in missione – commenta il ministro provinciale –. Ma sarebbe corretto leggerli anche come sant’Antonio e san Francesco che camminano insieme. Il grande tau centrale lo suggerisce. «Antonio800» sarà infatti contenitore di iniziative che per la nostra Provincia religiosa del nord Italia riguarderanno gli anniversari francescani: il presepe di Greccio e l’approvazione della Regola Bollata 2023, le stimmate 2024, il Cantico di frate sole 2025, la morte di Francesco nel 2026».

Il progetto si potrà seguire anche attraverso il nuovo sito e relativi social (Facebook, Twitter, Youtube) denominati «Antonio800». Vi si potranno consultare i programmi delle varie iniziative che via via arricchiranno il calendario, come le Peregrinatio delle reliquie antoniane in Italia (la prima da domani, 10 febbraio, al 16 febbraio a Salerno), la partecipazione di «Antonio800» alla GMG di Lisbona, le varie proposte culturali e spirituali in diversi luoghi antoniani.

Il progetto è espressione dei Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, voluto e ideato – insieme ai collaboratori laici – da alcune delle principali realtà della famiglia antoniana: Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, Messaggero di sant’Antonio, Il Cammino di Sant’Antonio, Centro Francescano Giovani – Nord Italia, Peregrinatio Antoniana, Centro Studi Antoniani, Caritas Sant’Antonio Onlus, Santuari Antoniani di Camposampiero, Santuario S. Antonio di Padova in Arcella.

A questo link la video-intervista di Alberto Friso a p. Roberto Brandinelli sul lancio del progetto «Antonio800».

 

Per informazioni stampa:

ANTONIO800 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio800» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio800.org - www.antonio800.org

MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO – Alessandra Sgarbossa, ufficio stampa - Mob. 380 2038621 – a.sgarbossa@santantonio.orgareastampa.messaggerosantantonio.it


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Provincia Italiana S. Antonio di Padova | ComunicatoStampa

«Antonio 20-22» da Papa Francesco!

All’Udienza generale di ieri, mercoledì 14, il Santo Padre ha incontrato alcuni dei pellegrini antoniani che hanno ripercorso il cammino di sant’Antonio da Capo Milazzo a Padova

15 Dicembre 2022| di Alessandra Sgarbossa, Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice - Alberto Friso, Progetto Antonio 20-22

Il Papa li ha benedetti; a lui è stata consegnata l’immagine di sant’Antonio camminante e la maglietta arancione simbolo del pellegrinaggio dell’estate 2022.

Prossima imminente tappa (16 e 17 dicembre): Trieste.


Grande emozione per i pellegrini di Antonio 20-22 giunti a Roma, a San Pietro, per incontrare papa Francesco! Al termine del triennio ottocentenario della vocazione francescana di sant'Antonio, del suo arrivo in Italia, del primo incontro con san Francesco e dell’inizio della sua «vita pubblica» di predicatore itinerante, una delegazione di frati della Basilica del Santo e di laici pellegrini hanno potuto avvicinare il Santo Padre, ricevere la sua benedizione e offrirgli alcuni doni, a nome dei 350 camminatori dell’estate 2022 e delle oltre 7mila persone incontrate sulle strade d’Italia.

Papa Francesco si è soffermato in particolare con fra Roberto Brandinelli, alla guida della Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova dei frati minori conventuali, e fra Giovanni Milani, responsabile della Peregrinatio delle reliquie del Santo, che gli hanno presentato la reliquia di sant’Antonio «da zaino», quella che ha «camminato» dalla Sicilia e dal Friuli Venezia Giulia a Padova, e gli hanno donato una ceramica raffigurante l’immagine di sant’Antonio in cammino, distribuita in migliaia di copie in tutta Italia nel corso dell’estate.

Così fra Roberto Brandinelli ha commentato: «Come già fece sant’Antonio nel 1230, e san Francesco qualche anno prima, anche noi siamo andati pellegrini a Roma dal Papa, per ricevere la sua benedizione e idealmente consegnargli il bene che abbiamo ricevuto in questo triennio speciale di anniversari antoniani. Prima che si chiuda questo anno 2022, benedetto da tante grazie, volevamo portare la nostra testimonianza, la nostra esperienza di pellegrini ai piedi del Santo Padre. È stato un gesto simbolico, di certo significativo soprattutto per noi, dal momento che non abbiamo avuto la possibilità di raccontargli granché di quanto abbiamo vissuto, e tuttavia importante come ideale consegna alla Chiesa di tutto il bene che abbiamo incontrato e ricevuto».

Al Papa, inoltre, i pellegrini hanno donato una delle loro magliette arancioni con il nome delle 92 tappe del cammino da sud e delle altre 16 da nord e il grande Tau con il logo di “Antonio 20-22” recante i nomi di Francesco e di Antonio, «nomi scelti per ricordare l’incontro tra i due grandi santi nel 1221 – ha ricordato Alberto Friso, responsabile organizzativo del progetto –, ma che per questo pellegrinaggio dal papa si sono colorati anche di un altro significato del tutto particolare, sempre all’insegna dell’incontro: sant’Antonio abbraccia papa Francesco».

Il progetto «Antonio 20-22» avrà prima del termine dell’anno ancora un imminente appuntamento: infatti venerdì 16 e sabato 17 dicembre la reliquia di sant’Antonio arriverà a Trieste accolta dal vescovo monsignor Crepaldi nel centenario dell'erezione della fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Santa Maria Maggiore in Trieste. In allegato il programma completo. Maggiori info qui: https://www.antonio2022.org/la-reliquia-di-santantonio-a-trieste-il-16-e-il-17-dicembre-la-testimonianza-di-antonio2022/

 

Per informazioni: ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project event manager «Antonio 20-22» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio2022.org

 


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  • foto nr. 253424_14122022: Il Santo Padre incontra fra Roberto Brandinelli, Ministro Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova dei frati minori conventuali (al centro) e fra Giovanni Milani, responsabile della Peregrinatio delle reliquie del Santo (a destra).
  • foto nr. 253448_14122022: Il Santo Padre riceve dai pellegrini del Cammino di sant'Antonio da Capo Milazzo a Padova - Patrizia Cavalli, OFS di Trieste, e Alberto Friso, responsabile organizzativo del progetto "Antonio 20-22" - la maglietta ufficiale dei pellegrini.


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Messaggero di sant'Antonio | ComunicatoStampa

La complessità del fenomeno migratorio nel «Messaggero di sant’Antonio» di dicembre

Nel numero le riflessioni natalizie dei frati del Santo, l’amicizia sentimento resiliente, i 140 anni delle Cucine economiche di Padova, l’arte come inclusione sociale dei detenuti, il cammino di popolo di Antonio 20-22, la rubrica di Antonia Arslan

30 Novembre 2022| di Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

È un numero decisamente natalizio quello del «Messaggero di sant’Antonio» di dicembre. A cominciare dalla delicata illustrazione di copertina di Valentina Salmaso e dall’editoriale del direttore, dal titolo “Tutti nasciamo poveri”. In esso, fra Massimiliano Patassini sottolinea come l’avvento del Dio bambino, che ha condiviso la nostra condizione umana, smaschera la falsa autosufficienza che ci siamo costruiti nel tempo, ricordandoci che nasciamo in povertà e viviamo la nostra parabola di vita nel bisogno degli altri e di Dio. Natalizio pure il dossier “Verso Natale, con Maria”, curato dai frati dell’equipe di Pastorale dell’arte al Santo: Alessandro Fortin, Nicola Galiazzo e Alberto Tonello. Un invito a farci accompagnare dalla donna del Magnificat, attraverso alcune immagini della Basilica di Sant’Antonio di Padova che la rappresentano, per cogliere il dono che Dio fa per ciascuno nel Natale di Gesù.

Di grande attualità è l’articolo “Liberi di partire, liberi di restare” firmato da Gianromano Gnesotto, docente al Master di «Diritto delle migrazioni» dell’Università di Bergamo, il quale sottolinea come la complessità del fenomeno migratorio – irreversibile e in continua crescita con 200 milioni di individui, il 3% della popolazione mondiale, che vivono al di fuori dello Stato d’origine – richieda sempre più spesso la presenza di persone competenti proprio nell’ambito del diritto delle migrazioni.

Di amicizia scrive Giulia Cananzi nell’approfondimento “Il sentimento resiliente”: tutti crediamo di sapere che cosa sia l’amicizia, ma in realtà la conosciamo pochissimo. Viaggio intorno a un legame che resiste agli egoismi e alle semplificazioni in compagnia del grande psichiatra Eugenio Borgna.

“Antonio 20-22, un cammino di popolo” di Alberto Friso ripercorre i tre milioni di passi compiuti nel corso di questo 2022 (e parte del 2021), attraversando l’Italia sulle orme di sant’Antonio. Un gruppo di pellegrini li ha ripercorsi tutti: il 30 giugno scorso la partenza siciliana, il 9 ottobre l’arrivo nella città del Santo.

“Pane e gentilezza” è il titolo dell’articolo di Sabina Fadel dedicato ai 140 anni delle Cucine economiche popolari di Padova. Perché se è vero che il cibo è essenziale per ogni essere, è altrettanto vero che lo sono pure la dignità e la gentilezza. Ingredienti che non mancano mai alle Cucine popolari, realtà della Diocesi di Padova, la cui cura è affidata alla suore francescane elisabettine.

Luisa Santinello in “L’arte libera” racconta il progetto «GAP - Graffiti Art in Prison», sei settimane di studio e cinque laboratori realizzati da artisti insieme a dottorandi e detenuti di alcuni istituti penitenziari di Palermo e Firenze. Un’esperienza che pone le basi per un nuovo modello educativo di inclusione sociale attraverso l’arte.

Tra le rubriche che ogni mese fanno compagnia ai lettori del «Messaggero di sant’Antonio», da ricordare a dicembre quella di Antonia Arslan, «Vagabondaggi antoniani», incontri e racconti sulla pietà popolare antoniana. In questo numero, Arslan ci parla dei due «Antonii» conservati nella chiesa di San Pietro in Volta, nella laguna veneziana: un quadro nel quale Antonio è raffigurato con lo sguardo rivolto verso l’alto e una statua in cui Antonio ha invece lo sguardo rivolto verso il basso. Due aspetti della santità: una salda, concreta catena tra il cielo e la terra.

 

Il sommario del mese in allegato e sul sito del «Messaggero di sant’Antonio» dal 1° dicembre.


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Provincia Italiana S. Antonio di Padova | ComunicatoStampa

Successo di visitatori per la mostra «La voce e il miracolo» in Basilica di Sant’Antonio a Padova: prorogata fino al 1° novembre

L’esposizione allestita in Sala dello Studio Teologico raccoglie le opere di 27 artisti italiani ispirate ai santi Antonio e Francesco

21 Ottobre 2022| di Progetto "Antonio 20-22" - Ufficio stampa Messaggero di sant'Antonio

L’allestimento propone anche la croce del naufragio “Voca me” e la mostra fotografica sulla rievocazione del naufragio del Santo di 800 anni fa. Ingresso libero


Il grande afflusso di visitatori di queste settimane, seguito al rientro dei pellegrini del “Progetto Antonio 20-22” di domenica 9 ottobre, ha spinto gli organizzatori a prorogare la mostra d’arte «La voce e il miracolo - Espressioni del contemporaneo» allestita in Sala dello Studio Teologico al Santo (ingresso dal Chiostro della Magnolia). L’esposizione inaugurata il 9 ottobre resterà quindi visitabile fino al 1° novembre compreso tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.00 e sabato anche dalle 10.00 alle 12.30. Ingresso libero.

Curata da suor Maria Gloria Riva, la mostra dell’associazione culturale Di.Segno di Padova, in collaborazione con il progetto “Antonio 20-22” e il «Messaggero di sant’Antonio», attraverso le opere di ventisette artisti italiani si propone di provocare la riflessione e ripensare nell’oggi le figure dei santi Antonio e Francesco. Il catalogo dell’esposizione, dal titolo omonimo pubblicato per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, è disponibile in loco, dal sito dell’editore www.edizionimessaggero.it e su ordinazione a emp@santantonio.org.

L’esposizione allestita a Padova per la fine del triennio di ottocentenari antoniani (1220 la vocazione francescana di Antonio; 1221 il suo naufragio sulle coste di Capo Milazzo; 1222 la sua prima e straordinaria predica a Forlì) è arricchita dalla croce del naufragio “Voca me” dell’artista milazzese Mariagrazia Toto e dalla mostra fotografica “Abbrivio” di Antonio La Malfa, che ha documentato le fasi di costruzione della croce e la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio del 27 marzo 2021.

Lunga 4 metri, la croce “Voca me” è stata realizzata con i legni delle imbarcazioni naufragate negli ultimi anni nello Stretto di Sicilia e inaugurata nel braccio di mare di Capo Milazzo, prospiciente il santuario rupestre di Sant’Antonio, il 27 marzo dello scorso anno, durante la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio. Il 9 ottobre è stata portata a spalla dai camminatori nell’ultimissimo tratto del cammino da Capo Milazzo a Padova di “Antonio 20-22”, ovvero da Prato della Valle fino al presbiterio del Santo, per la messa conclusiva dell’intero progetto. Quindi è stata collocata nella sala espositiva.

Nei mesi scorsi l’esposizione era diventata itinerante, toccando nell’ambito del progetto “Antonio 20-22” alcune località interessate dalla staffetta di pellegrini, che hanno ripercorso a piedi i passi di Antonio dalla Sicilia al Veneto con una reliquia del Santo in uno speciale zaino reliquiario. Un cammino di ben 1.800 chilometri totali, ovvero oltre 3 milioni di passi in 92 tappe, per quasi 103 giorni di impegno, 9 regioni e 42 diocesi attraversate, conclusosi a Padova domenica 9 ottobre con oltre 350 camminatori nell’ultima tappa da Monselice a Padova. Una grande festa di devozione a sant’Antonio, seguita in presenza da molti devoti che hanno riempito la Basilica del Santo per la santa messa conclusiva presieduta dal cardinal Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, e da moltissimi che l’hanno vista attraverso i social di “Antonio 20-22 e del Messaggero di sant’Antonio, grazie alla lunga diretta tv proposta da Reteveneta.

Il “Progetto Antonio 20-22” è stato promosso dai Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova in occasione degli ottocentenari antoniani, che ha visto collaborare insieme laici e religiosi delle principali realtà della famiglia antoniana: Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, Messaggero di sant’Antonio, Il Cammino di Sant’Antonio, Associazione Cammino di S. Antonio, Centro Francescano Giovani – Nord Italia, Peregrinatio Antoniana, Caritas Sant’Antonio.

 

Per informazioni stampa:

ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22» –
Mob. 349 1770432 –
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MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO – Alessandra Sgarbossa, ufficio stampa - Mob. 380 2038621 – a.sgarbossa@santantonio.orgareastampa.messaggerosantantonio.it


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Provincia Italiana S. Antonio di Padova | ComunicatoStampa

Oltre 350 camminatori lungo la strada e 800 persone alla messa hanno festeggiato l’ultima tappa del cammino di “Antonio 20-22” da Capo Milazzo alla Città del Santo

La processione verso la basilica antoniana con la “croce del naufragio” e la messa solenne al Santo presieduta dal cardinale Gambetti

9 Ottobre 2022| di Alessandra Sgarbossa - Ufficio stampa Messaggero S. Antonio Editrice

A Monselice stamattina si sono presentati in 160 pellegrini per fare l’ultima tappa del Cammino “Antonio 20-22” fino a Padova, ma dall’argine del Canale Battaglia verso Padova si sono aggiunti altri camminatori, e poi altri al santuario di San Leopoldo e altri ancora in Prato della Valle, fino a superare quota 350 per la processione con la “Croce del naufragio” fino al Santo, dove si è celebrata la messa solenne presieduta da S.E. il cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro. A reggere la “croce del naufragio” c’erano per primi i pellegrini che hanno percorso il cammino integralmente: Alberto Friso, project event manager di Antonio 20-22; Jorge Leitao, il pellegrino zero, e Giannino Scanferla, camminatore e scrittore. A guidare l’ultimo tratto della staffetta dei camminatori, dal Prato della Valle fino alla Basilica del Santo, c’era padre Paolo Floretta, coordinatore del progetto “Antonio 20-22” che ha portato il reliquiario con la reliquia ex ossibus, quella che ha camminato sulle gambe dei pellegrini da Capo Milazzo fino a Padova per 1800 km e 3 milioni di passi, per più di tre mesi di cammino, incontrando oltre 8000 fedeli nei numerosi momenti di preghiera organizzati nei tanti conventi, parrocchie, santuari, capitelli nelle 9 regioni italiane attraversate.

Un’esperienza pellegrinante straordinaria che, come ha ricordato il rettore Antonio Ramina nel suo saluto iniziale all’assemblea riunitasi in una basilica piena, «è stata pensata e progettata dai frati minori conventuali, con il desiderio di fare memoria di ben tre anniversari che ricordano tre momenti importanti della vita di sant’Antonio. Quello nel 1220, quando Antonio incontra i frati francescani e decide di diventare, anch’egli, uno dei frati di Francesco di Assisi; quello nel 1221, quando Antonio fa ritorno in Europa, dal Marocco, e giunge naufrago sulle coste di Sicilia e infine nel 1222, quando pronuncia la sua prima predica da frate francescano, a Forlì, dopo il ritiro solitario all’eremo di Montepaolo. Molti sono stati i frati che hanno pensato, pianificato concretamente questo pellegrinaggio; parecchi anche i frati che si sono uniti ad alcuni tratti di cammino. Un cammino che nella sua interezza è stato percorso da alcune persone, fra cui Alberto Friso, che ringraziamo per aver seguito sin dai suoi primissimi passi questo percorso, come responsabile del progetto stesso, in collaborazione con i frati, in particolare con il Messaggero di Sant’Antonio che ha messo a disposizione molte delle sue energie migliori non solo per poter realizzare il cammino ma anche per portarlo a conoscenza di moltissime persone tramite i mezzi di comunicazione».

«Eccoci – ha esordito Alberto Friso chiamato a raccontare questa straordinaria esperienza dal rettore all’inizio della celebrazione – Con grande emozione, sorpresa e meraviglia siamo arrivati a destinazione dopo 3 milioni di passi. Abbiamo percorso la nostra bellissima Italia da sud a nord sulle orme di sant’Antonio con le nostre magliette arancioni. Ma 3 milioni di passi sarebbero se li avesse percorsi una persona sola, in realtà i passi percorsi sono stati molti di più, moltiplicati per ciascuna persona che, anche per piccoli tratti, ha camminato con noi: tutti insieme, siamo stati un grande popolo di Dio. Abbiamo tantissime persone a cui dire grazie: in primis i frati minori conventuali del nord Italia, il direttivo del Progetto “Antonio 20-22”, le francescane e i francescani d’Italia consacrati e laici, le diocesi, le parrocchie e le proloco, tutti coloro che ci hanno sostenuto, ma anche le 7000 persone che hanno affidato a noi le loro preghiere e suppliche a sant’Antonio. Sentiamo che il nostro cammino non sia finito ma iniziato».

«Sono lieto di essere qui per celebrare la conclusione di un centenario che potremmo considerare paradigmatico dell’esistenza, perché segnato da un cammino a un tempo travagliato e affascinante, faticoso ed esaltante – ha detto il cardinale Gambetti nell’introduzione all’atto penitenziale – È suggestivo pensare a tante persone che si sono messe in cammino per arrivare a Padova oggi e pensare ai 3 milioni di passi che hanno colmato gli oltre 2 mila chilometri che separano Milazzo da Padova, per ripercorrere quell’itinerario che 800 anni fa ha visto Antonio abbracciare la vita francescana, sbarcare in Sicilia nel 1220, risalire lungo la penisola per giungere ad Assisi al Capitolo delle stuoie, incontrare Francesco, ritirarsi a Montepaolo nel forlivese e cominciare la predicazione a Forlì il 25 settembre 1222. Immagino le tante storie, i tanti incontri, i paesaggi, le tappe, i problemi… vissuti insieme ad Antonio, il fratello, l’amico, il maestro evangelico. Un passo dietro l’altro e ci si trova qui, nel luogo al quale Antonio si è legato in modo oramai inseparabile. L’aspetto decisivo, tuttavia, non è ciò che ha segnato la nostra esistenza ed abbiamo portato nel cammino, e non è nemmeno ciò che di nuovo ci ha segnato nelle varie tappe o giungendo alla meta. Decisivo è il cammino, tanto che tra i pellegrini si usa dire che la vera meta di ogni cammino è proprio il cammino».

Alla grande festa di Antonio che concludeva l’inedito cammino del progetto “Antonio 20-22” si sono presentati anche diverse persone che hanno camminato o incontrato la staffetta «con sant’Antonio nello zaino» durante le tappe precedenti: camminatori provenienti da Venezia, Dolo, Camposampiero, Napoli, Trapani, Trieste, Trento, Lazio, Umbria, un nutrito gruppo di pellegrini siciliani guidati da don Carmelo Russo, rettore del santuario rupestre di S. Antonio di Capo Milazzo, insieme all’artista Mariagrazia Toto; fra Giuseppe Catalano, parroco di San Giuliano di Messina.

Tra le autorità presenti, fra Marco Moroni, custode del Sacro convento di Assisi; il Vice Prefetto Vicario di Padova, Luigi Vitetti; il sindaco e presidente della Provincia di Padova Sergio Giordani e il sindaco di Rotonda (PZ) Bruno Rocco; fra Giovanni Battista Ronconi, Superiore della fraternità di Gemona del Friuli, con Flavia Virilli, Assessore alla cultura del Comune di Gemona del Friuli, Maddalena Mizzau della Regione Friuli Venezia Giulia e Alessia Del Bianco, di Promoturismo FVG; Andrea Galeota, Responsabile del Servizio Promozione e Progetti di Sviluppo del Territorio della Camera di Commercio di Padova. Inoltre il Patriarca di Venezia, sua eccellenza Francesco Moraglia, ha fatto pervenire un proprio messaggio di comunione, letto dal rettore all’inizio della celebrazione, in cui Moraglia ha ricordato con emozione la Peregrinatio con la reliquia dell’ulna di sant’Antonio dalla Basilica della Salute di Venezia alla Basilica del Santo e ritorno, dello scorso anno in occasione delle festività del 13 giugno.

Al termine della celebrazione eucaristica sono stati consegnati ai rappresentanti delle 9 regioni attraversate dal cammino di “Antonio 20-22” delle mattonelle-ricordo con l’immagine di sant’Antonio camminante che ha accompagnato la preghiera del camminatore scritta da padre Paolo Floretta.

Dopo la santa messa, alle ore 18.00 in Sala dello Studio Teologico al Santo (ingresso dal Chiostro della Magnolia) è stata inaugurata la mostra itinerante d’arte «La voce e il miracolo - Espressioni del contemporaneo». Curata da suor Maria Gloria Riva, l’esposizione dell’associazione culturale Di.Segno di Padova, in collaborazione con il progetto “Antonio 20-22” e il «Messaggero di sant’Antonio», attraverso le opere di ventisette artisti italiani si propone di provocare la riflessione e ripensare nell’oggi le figure dei santi Antonio e Francesco. In quest’occasione, inoltre, la mostra si è arricchirà dell’installazione “Voca me” e della mostra fotografica “Abbrivio” di Antonio La Malfa, che ha documentato le fasi di costruzione della croce e la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio del 27 marzo 2021. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 23 ottobre nei seguenti orari: tutti i giorni escluso il lunedì dalle 15.30 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30.

 

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Domenica 9 ottobre il ritorno a Padova dei pellegrini del Progetto “Antonio 20-22” in Basilica del Santo. Erano partiti da Capo Milazzo a fine giugno e hanno percorso 1800 km e 3 milioni di passi con la reliquia del Santo

L’ingresso nella città del Santo intorno alle 14.00 al Bassanello, poi tappa a San Leopoldo verso le 14.30, ritrovo in Prato della Valle e incontro con altre staffette di camminatori da Venezia, Dolo e Camposampiero

7 Ottobre 2022| di Alessandra Sgarbossa, Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice - Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22»

Dalle 15.30 circa il cammino-processione verso la basilica antoniana con la “croce del naufragio” e messa solenne alle 16.00 del cardinale Mauro Gambetti


C’è grande attesa in Pontificia Basilica di Sant’Antonio a Padova per il ritorno domenica 9 ottobre della staffetta di pellegrini del progetto “Antonio 20-22”. Il gruppo di camminatori, a cui a fine giugno il rettore del Santo, padre Antonio Ramina, aveva dato in custodia una reliquia ex ossibus di sant’Antonio in uno speciale zaino-reliquario, hanno percorso a piedi in questi mesi “insieme ad Antonio” ben 1.800 chilometri da Capo Milazzo a Padova, ovvero oltre 3 milioni di passi in 92 tappe, per quasi 103 giorni di impegno, 9 regioni e 42 diocesi attraversate. Dalla partenza, sono stati coinvolti nel complesso 52 camminatori della staffetta ufficiale, oltre ad altri circa 280 pellegrini che si sono via via aggiunti per qualche tappa o anche per pochi chilometri, incontrando circa 8mila fedeli che hanno pregato nei momenti di preghiera organizzati nei tanti conventi, parrocchie, santuari, capitelli incontrati lungo il cammino.

La Basilica antoniana di Padova, ultimo approdo di frate Antonio nel suo viaggio dalla Sicilia verso il nord Italia 8 secoli fa, è l’ultimo arrivo di tappa di questo importante cammino, che culminarà con la santa messa solenne delle ore 16.00 in Basilica del Santo a Padova, presieduta da S.E. il cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro.

Si concluderà così l’evento più evocativo del “Progetto Antonio 20-22” promosso dai Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova in occasione degli ottocentenari antoniani, che ha visto collaborare insieme laici e religiosi delle principali realtà della famiglia antoniana: Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, Messaggero di sant’Antonio, Il Cammino di Sant’Antonio, Associazione Cammino di S. Antonio, Centro Francescano Giovani – Nord Italia, Peregrinatio Antoniana, Caritas Sant’Antonio.

 

IL PROGRAMMA DI SABATO 8 E DOMENICA 9 OTTOBRE
Domani, sabato 8 ottobre, la staffetta di circa una quarantina di pellegrini di “Antonio 20-22” proveniente da Anguillara Veneta arriverà a Monselice intorno alle 14.30. Dal Duomo vecchio di Monselice
domenica 9 ottobre la staffetta ripartirà alle ore 8 per l’ultimo tratto del lungo cammino che la riporterà a Padova. Da Monselice con i pellegrini camminerà anche padre Roberto Brandinelli, Ministro provinciale dei frati minori conventuali del Nord Italia. Un’ultima tappa di 22,2 km a cui si aggregheranno man mano un centinaio di persone che hanno percorso nei mesi precedenti alcuni tratti del cammino. Come prassi del Cammino di “Antonio 20-22”, anche il 9 ottobre al gruppo di camminatori esperti che partiranno da Monselice, altre persone, liberamente e anche per piccoli tratti, potranno aggregarsi senza necessità di iscrizione (logistica, vitto e alloggio NON sono a cura dell’organizzazione).

Prima di giungere a Padova, il programma di domenica prevede una pausa alle ore 12.30 per un pranzo al sacco al patronato della Chiesa di San Giacomo di Mandriola (Comune di Albignasego – PD); quindi la staffetta con i pellegrini al seguito proseguirà per Padova, arrivandovi intorno alle 14.00 dal Bassanello. Alle ore 14.30 circa si fermerà al Santuario di San Leopoldo per un momento di preghiera. Da lì, proseguirà per raggiungere Prato della Valle alle ore 15.00 circa, dove è previsto un punto di ritrovo con altri pellegrini.

Nel quadrante sud-est di Prato della Valle, alla staffetta principale proveniente da Monselice si uniranno altre tre staffette, due di camminatori provenienti da Venezia e Camposampiero, e una in bicicletta da Mestre. Dai Frari di Venezia, alle ore 9.15 di domani, sabato 8 ottobre, partirà a piedi un gruppo di giovani in cammino vocazionale di Brescia. La staffetta guidata da fra Gabriele Terzi del Villaggio S. Antonio Onlus durerà due giorni e toccherà la Basilica della Salute, quindi Fusina, Dolo (arrivo di tappa alle ore 15.00 circa di sabato e ripartenza domenica ore 10.30), Noventa Padovana e Padova. Da Noventa Padovana, tra i camminatori, ci sarà anche padre Paolo Floretta, coordinatore del progetto “Antonio 20-22”. Sempre domani, alle ore 9, dalla Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Mestre partirà in bicicletta il gruppo locale dell’Ordine Francescano secolare.
Infine, domenica 9 ottobre, dalla Casa di spiritualità dei Santuari antoniani di Camposampiero, alle ore 7.15, partirà a piedi una seconda staffetta di camminatori con padre Nicola Zuin. Per ragioni organizzative, non è possibile aggregarsi alle staffette da Venezia, Dolo e Camposampiero.

Da Prato della Valle, tutti i camminatori proseguiranno alla volta della Basilica di Sant’Antonio. La staffetta di “Antonio 20-22” porterà in processione fino al Santo la croce intitolata “Voca me” dell’artista milazzese Mariagrazia Toto, realizzata con i legni delle imbarcazioni naufragate negli ultimi anni nello Stretto di Sicilia e inaugurata nel braccio di mare di Capo Milazzo, prospiciente il santuario rupestre di Sant’Antonio, il 27 marzo 2021 durante la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio. La croce, lunga 4 metri, verrà portata a spalla dai camminatori fino all’interno del Santo ed esposta durante la santa messa delle ore 16.00 a cui sono stati invitati molti rappresentanti religiosi e civili di diocesi, comunità parrocchiali e comunali toccate nelle quasi cento tappe dalla Sicilia al Veneto. Tra questi, ci saranno don Carmelo Russo, rettore del santuario rupestre di S. Antonio di Capo Milazzo, insieme a un gruppo di pellegrini siciliani; fra Giuseppe Catalano, parroco di San Giuliano di Messina; fra Marco Moroni, custode del Sacro convento di Assisi; il sindaco di Padova Sergio Giordani e quello di Rotonda (PZ) Bruno Rocco.

Durante la celebrazione eucaristica, inoltre, la staffetta restituirà alla Basilica di Sant’Antonio la reliquia  ex ossibus di sant’Antonio che, “sulle gambe dei camminatori”, avrà per allora percorso tutti i 1800 chilometri da Capo Milazzo a Padova.

Dopo la santa messa, alle ore 18.00 in Sala dello Studio Teologico al Santo (ingresso dal Chiostro della Magnolia) verrà inaugurata la mostra itinerante d’arte «La voce e il miracolo - Espressioni del contemporaneo». Curata da suor Maria Gloria Riva, l’esposizione dell’associazione culturale Di.Segno di Padova, in collaborazione con il progetto “Antonio 20-22” e il «Messaggero di sant’Antonio», attraverso le opere di ventisette artisti italiani si propone di provocare la riflessione e ripensare nell’oggi le figure dei santi Antonio e Francesco. In quest’occasione, inoltre, la mostra si arricchirà dell’installazione “Voca me”, che verrà portata nella location al termine della santa messa delle ore 16.00, e della mostra fotografica “Abbrivio” di Antonio La Malfa, che ha documentato le fasi di costruzione della croce e la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio del 27 marzo 2021. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 23 ottobre nei seguenti orari: tutti i giorni escluso il lunedì dalle 15.30 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30.

L’arrivo del Cammino di “Antonio 20-22” sarà trasmesso in diretta dall’emittente Reteveneta del gruppo Medianordest dalle ore 14.00 alle 18.00 di domenica 9 ottobre. Si potrà seguire l’intero evento anche sui social del progetto “Antonio 20-22”, sul canale Youtube «Messaggero di sant’Antonio» e sulla pagina Facebook Sant’Antonio – I frati della Basilica.
Sul numero del settimanale diocesano di Padova «Difesa del popolo» del 9 ottobre, già in distribuzione, un articolo con interviste ai pellegrini della staffetta. Domani sabato 8 ottobre, la trasmissione “Strada facendo” su Radio Vaticana, dalle 12.30 alle 13.30, manderà in onda uno ampio servizio con interviste ai pellegrini della staffetta. L’emittente Telepace dedicherà al cammino uno speciale della trasmissione “Prima serata” che andrà in onda giovedì prossimo, 13 ottobre, dalle ore 20.30.

Si ricorda che domenica 9 ottobre sarà anche l’ultimo giorno utile per visitare l’ostensione della cosiddetta «Tavola di Camposampiero», oggetto di un intenso e importante restauro, che dal 1° giugno scorso è esposta nella Cappella del Tesoro in Basilica del Santo. Si tratta di un’opera a tempera su tavola di Andrea da Murano del 1486, proveniente dalla Cella della Visione di Camposampiero, che la tradizione ci ha consegnato come giaciglio di sant’Antonio. Sarà anche questo un modo per completare il cammino dei molti devoti del Santo. L’esposizione intitolata “Con Gesù tra le braccia” valorizza anche altre «reliquie» antoniane che hanno accompagnato sant’Antonio negli ultimi giorni della sua vita: il saio (rinvenuto nella ricognizione del 1981 all’interno della piccola cassa del 1263, a sua volta contenuta nella cassa originaria del 1231); la pietra usata come guanciale (proveniente dall’antico monastero di Santa Maria della Cella a Capodiponte, ovvero Arcella, donata all’inizio dell’Ottocento da Elisabetta Speroni, badessa del monastero della Beata Elena); il cilicio utilizzato da Antonio (custodito in un reliquiario d’argento opera di Ambrogio di Cristoforo del 1510-1511).

Per conoscere le ultime tappe di sabato 8 e domenica 9 ottobre i relativi programmi: https://www.antonio2022.org/cammino/tappe/

Si segnala che sul canale YouTube del progetto Antonio 20-22 sono postati quotidianamente i video-racconti delle singole tappe di cammino.

 

Per informazioni stampa:

ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22» –
Mob. 349 1770432 –
albertofriso@antonio2022.org - www.antonio2022.org

MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO – Alessandra Sgarbossa, ufficio stampa - Mob. 380 2038621 – a.sgarbossa@santantonio.orgareastampa.messaggerosantantonio.it

 

 


Allegati disponibili


  • comstampa_antonio20_22_arrivo_in_basilica_dom9ottobre.doc
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  • locandina_8-9_ottobre_antonio_20-22.pdf
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  • scheda_progetto_antonio_20-22.doc
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Provincia Italiana S. Antonio di Padova | ComunicatoStampa

Dopo 3 milioni di passi, domenica 9 ottobre i pellegrini del progetto “Antonio 20-22” ritornano a Padova con la reliquia del Santo

Tutti gli eventi previsti per la conclusione del Cammino partito da Capo Milazzo il 30 giugno scorso per rievocare a 800 anni di distanza il percorso fatto da sant’Antonio in Italia per 1800 chilometri

3 Ottobre 2022| di Alessandra Sgarbossa, Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice - Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22»

Dopo 1.800 chilometri percorsi a piedi da Capo Milazzo a Padova sulle orme di sant’Antonio, oltre 3 milioni di passi in 92 tappe, per quasi 103 giorni di impegno, 9 regioni e 42 diocesi attraversate, domenica 9 ottobre la staffetta di pellegrini del progetto “Antonio 20-22” raggiungerà la Pontificia Basilica di Sant’Antonio a Padova, dove a fine giugno era stata consegnata loro la reliquia ex ossibus del Santo, portata in uno speciale zaino-reliquario per tutto il lungo pellegrinaggio. La Basilica antoniana di Padova, ultimo approdo di frate Antonio nel suo viaggio dalla Sicilia verso il nord Italia 8 secoli fa, è quindi anche l’ultimo arrivo di tappa di questo importante cammino. Dalla partenza, sono stati coinvolti nel complesso 52 camminatori della staffetta ufficiale, oltre ad altri circa 280 pellegrini che si sono via via aggiunti per qualche tappa o anche per pochi chilometri, incontrando circa 8mila fedeli che hanno pregato nei momenti di preghiera organizzati nei tanti conventi, parrocchie, santuari, capitelli incontrati lungo il cammino.

Si concluderà così l’evento più evocativo del “Progetto Antonio 20-22” promosso dai Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova in occasione degli ottocentenari antoniani, che ha visto collaborare insieme laici e religiosi delle principali realtà della famiglia antoniana: Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, Messaggero di sant’Antonio, Il Cammino di Sant’Antonio, Associazione Cammino di S. Antonio, Centro Francescano Giovani – Nord Italia, Peregrinatio Antoniana, Caritas Sant’Antonio.

Dall’Emilia Romagna, dove la staffetta si trova in questi giorni, i camminatori passeranno mercoledì 5 ottobre in Veneto, passando il Po e arrivando come prima tappa a Polesella (tappa Ferrara-Polesella, 23,3 km – programma https://www.antonio2022.org/la-tappa-di-mercoledi-5-ottobre-2022-da-ferrara-a-polesella/); la tappa di giovedì 6 ottobre di 20 km sarà da Polesella a Rovigo (programma: https://www.antonio2022.org/la-tappa-di-giovedi-6-ottobre-2022-da-polesella-a-rovigo/); quella di venerdì 7 ottobre da Rovigo alla volta di Anguillara Veneta, passando per San Martino di Venezze (programma: https://www.antonio2022.org/la-tappa-di-venerdi-7-ottobre-2022-da-rovigo-ad-anguillara-veneta/), la tappa di sabato 8 ottobre da Anguillara Veneta arriverà alla cittadina medievale di Monselice (programma in allegato e su https://www.antonio2022.org/la-tappa-di-sabato-8-ottobre-2022-da-anguillara-veneta-a-monselice/).

Dal Duomo vecchio di Monselice domenica 9 ottobre la staffetta ripartirà alle ore 8 per l’ultimo tratto del lungo cammino di 1800 chilometri totali che la riporterà in Basilica di Sant'Antonio a Padova. Da Monselice con i pellegrini camminerà anche padre Roberto Brandinelli, Ministro provinciale dei frati minori conventuali del Nord Italia. Un’ultima tappa di 22,2 km a cui si aggregheranno man mano un centinaio di persone che hanno percorso nei mesi precedenti alcuni tratti del cammino e che prevede alcuni suggestivi momenti di spiritualità e incontro, che culmineranno nella santa messa solenne delle ore 16.00 in Basilica del Santo a Padova, presieduta da S.E. il cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro.

Prima di giungere a Padova, il programma prevede una pausa alle ore 12.30 per un pranzo al sacco al patronato della Chiesa di San Giacomo di Mandriola (Comune di Albignasego – PD); quindi la staffetta con i pellegrini al seguito proseguirà per Padova, dove alle ore 14.30 circa si fermerà al Santuario di San Leopoldo. Da lì, proseguirà per raggiungere Prato della Valle alle ore 15.00 circa, dove è previsto un punto di ritrovo con altre staffette di pellegrini provenienti da Venezia-Dolo guidati da fra Gabriele Terzi del Villaggio S. Antonio Onlus (da Noventa Padovana tra i camminatori ci sarà anche padre Paolo Floretta, coordinatore di “Antonio 20-22”) e da Bassano del Grappa-Camposampiero (dalla cittadina dell’Alta Padovana il capo–staffetta sarà padre Nicola Zuin). Anche da Prato della Valle potranno ancora aggregarsi in cammino per l’ultimo tratto quanti devoti volessero. Da qui, la staffetta porterà in processione fino al Santo la croce intitolata “Voca me” dell’artista milazzese Mariagrazia Toto, realizzata con i legni delle imbarcazioni naufragate negli ultimi anni nello Stretto di Sicilia e inaugurata nel braccio di mare di Capo Milazzo, prospiciente il santuario rupestre di Sant’Antonio, il 27 marzo 2021 durante la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio. La croce, lunga 4 metri, verrà portata a spalla dai camminatori fino all’interno del Santo ed esposta durante la santa messa delle ore 16.00 a cui sono stati invitati molti rappresentanti religiosi e civili di diocesi, comunità parrocchiali e comunali toccate nelle quasi cento tappe dalla Sicilia al Veneto. Tra questi, ci sarà don Carmelo Russo, rettore del santuario rupestre di S. Antonio di Capo Milazzo, insieme a un gruppo di pellegrini siciliani.

Durante la celebrazione eucaristica, inoltre, la staffetta restituirà alla Basilica di Sant’Antonio la reliquia  ex ossibus di sant’Antonio che, “sulle gambe dei camminatori”, avrà per allora percorso tutti i 1800 chilometri da Capo Milazzo a Padova.

Dopo la santa messa, alle ore 18.00 in Sala dello Studio Teologico al Santo (ingresso dal Chiostro della Magnolia) verrà inaugurata la mostra itinerante d’arte «La voce e il miracolo - Espressioni del contemporaneo». Curata da suor Maria Gloria Riva, l’esposizione dell’associazione culturale Di.Segno di Padova, in collaborazione con il progetto “Antonio 20-22” e il «Messaggero di sant’Antonio», attraverso le opere di ventisette artisti italiani si propone di provocare la riflessione e ripensare nell’oggi le figure dei santi Antonio e Francesco. In quest’occasione, inoltre, la mostra si arricchirà dell’installazione “Voca me”, che verrà portata nella location al termine della santa messa delle ore 16.00, e della mostra fotografica “Abbrivio” di Antonio La Malfa, che ha documentato le fasi di costruzione della croce e la Rievocazione del naufragio di sant’Antonio del 27 marzo 2021. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 23 ottobre nei seguenti orari: tutti i giorni escluso il lunedì dalle 15.30 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30.

Il 9 ottobre sarà anche l’ultimo giorno utile per visitare l’ostensione della cosiddetta «Tavola di Camposampiero», oggetto di un intenso e importante restauro, che dal 1° giugno scorso è esposta nella Cappella del Tesoro in Basilica del Santo. Si tratta di un’opera a tempera su tavola di Andrea da Murano del 1486, proveniente dalla Cella della Visione di Camposampiero, che la tradizione ci ha consegnato come giaciglio di sant’Antonio. Sarà anche questo un modo per completare il cammino dei molti devoti del Santo. L’esposizione intitolata “Con Gesù tra le braccia” valorizza anche altre «reliquie» antoniane che hanno accompagnato sant’Antonio negli ultimi giorni della sua vita: il saio (rinvenuto nella ricognizione del 1981 all’interno della piccola cassa del 1263, a sua volta contenuta nella cassa originaria del 1231); la pietra usata come guanciale (proveniente dall’antico monastero di Santa Maria della Cella a Capodiponte, ovvero Arcella, donata all’inizio dell’Ottocento da Elisabetta Speroni, badessa del monastero della Beata Elena); il cilicio utilizzato da Antonio (custodito in un reliquiario d’argento opera di Ambrogio di Cristoforo del 1510-1511).

Si ricorda infine che anche durante tutta la tappa del cammino di domenica 9 ottobre, al gruppo di camminatori esperti tra laici e religiosi, altre persone, liberamente e anche per piccoli tratti, potranno aggregarsi senza necessità di iscrizione (logistica, vitto e alloggio NON sono a cura dell’organizzazione).

Per conoscere le tappe e i relativi programmi giornalieri: https://www.antonio2022.org/cammino/tappe/

Si segnala che sul canale YouTube del progetto Antonio 20-22 sono postati quotidianamente i video-racconti delle singole tappe di cammino.

 

SELEZIONE DI FOTO DEL CAMMINO DA CAPO MILAZZO VERSO PADOVA
Una serie di foto del cammino "Antonio 20-22" delle tappe già percorse sono disponibili a questo link:
https://www.mediafire.com/folder/ihr24kym1irg8/Antonio_20-22_selezione_foto_cammino
Con cortese richiesta di citare i crediti: Progetto "Antonio 20-22"


 

ANTONIO 20-22 PERCHÉ

Interrogare la figura di sant’Antonio in occasione degli ottocentenari antoniani

Il pallottoliere della storia ci offre tre significativi anniversari ottocentenari in successione che stanno caratterizzando dal punto di vista antoniano il triennio 2020-2022 e che diventano opportunità per tornare a interrogare la figura di Antonio di Padova. Anche papa Francesco ci ha incoraggiato a celebrare questi anniversari. Parliamo degli 800 anni di vocazione francescana di Antonio (1220), del suo primo arrivo in Italia, naufrago in Sicilia, del suo primo incontro con san Francesco (1221), del suo “svelamento” con la predica di Forlì (1222), quando tutti i presenti poterono per la prima volta apprezzare la sua capacità ed efficacia di evangelizzatore. La dimensione dell’annuncio, il mandato di far conoscere Gesù tra la gente rimarrà il suo tratto distintivo per il resto dei suoi giorni. Ecco il perché del Progetto “Antonio 20-22”, ed ecco il perché del tornare sulle strade percorse da Antonio 800 anni fa, nel segno dell’incontro.

 

CHE COSA, QUANDO E COME

Dal 30 giugno al 9 ottobre, lungo le strade percorse da sant’Antonio 800 anni fa

Il cammino a piedi lungo le strade percorse da sant’Antonio è la più evocativa delle iniziative curate dal Progetto “Antonio 20-22”, che è stato questo e molto altro. Si tratta di un’itineranza povera, a staffetta, con un piccolo gruppo di pellegrini cui altri, liberamente e senza necessità di alcuna iscrizione, si aggregano di giorno in giorno alla partenza, affiancandosi lungo il percorso o all'arrivo di tappa per pregare insieme alla comunità ospitante.

I camminatori portano con sé, in uno speciale zaino porta reliquiario, una reliquia ex ossibus di sant'Antonio.

 

I NUMERI

Oltre 1.800 chilometri; oltre 3 milioni di passi; 19,5 chilometri di media; 9 regioni attraversate; 42 diocesi incontrate; 92 tappe; 103 giorni di impegno (alcune domeniche, come già facevano i pellegrini medievali, la staffetta sosterà); 45.919 metri di salite, e altrettanti di discese; 12 tappe molto impegnative; 29 impegnative; 25 medie; 25 facili.

 

DA DOVE E PER DOVE

Da Capo Milazzo e poi lungo la via Popilia, fino a immettersi nel Cammino di sant’Antonio destinazione Padova

La Basilica del Santo è l’ultimo approdo di sant’Antonio, ma esiste anche un suo primo luogo di approdo in Italia, ed è in Sicilia: Capo Milazzo, in provincia di Messina, dove oggi sorge un piccolo e suggestivo santuario rupestre dedicato al Santo.

Attraversato lo Stretto, il percorso segue per quanto possibile il tracciato dell’antica via Popilia attraversando Calabria, Basilicata, Campania, Lazio (da questa regione iniziano le frecce del tracciato ufficiale “Il Cammino di sant’Antonio), Umbria, Toscana (tappa significativa eremo di La Verna), Emilia Romagna (tappa significativa eremo di Montepaolo a Forlì) e Veneto, per terminare in Basilica di Sant’Antonio a Padova il 9 ottobre.

 

IL PROGETTO “ANTONIO 20-22”

Il progetto è espressione dei Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, voluto e ideato – insieme ai collaboratori laici – da alcune delle principali realtà della famiglia antoniana: Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, Messaggero di sant’Antonio, Il Cammino di Sant’Antonio, Associazione Cammino di S. Antonio, Centro Francescano Giovani – Nord Italia, Peregrinatio Antoniana, Caritas Sant’Antonio. Conta inoltre sul patrocinio dell’intera famiglia francescana d’Italia (frati conventuali, cappuccini, minori, Tor; clarisse delle diverse federazioni; suore francescane; laici francescani dell’Ofs).

 

Per informazioni stampa: ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22» –
Mob. 349 1770432 –
albertofriso@antonio2022.org - www.antonio2022.org


Allegati disponibili


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DA GEMONA (UD) A SACILE (PN), I 120 KM FRIULANI CON SANT’ANTONIO DAL 9 AL 15 OTTOBRE

Pronta la staffetta che ripercorrerà a piedi con una reliquia del Santo nello zaino il tratto più a nord del «Cammino di sant’Antonio», con tappe a Majano, Sequals, Montereale Valcellina, Polcenigo ed eventi religiosi e culturali lungo il percorso

4 Ottobre 2021| di Progetto Antonio 20-22 - Ufficio stampa Messaggero S. Antonio

Il programma completo degli eventi in Friuli nel mese di ottobre

 


Servono cinque giornate di cammino per attraversare il Friuli Venezia Giulia lungo il neonato tracciato nord del «Cammino di sant’Antonio», inaugurato a giugno 2021 a Gemona del Friuli. In occasione delle celebrazioni antoniane per gli 800 anni della vocazione francescana di sant’Antonio e del suo arrivo in Italia, afferenti al progetto «Antonio 20-22», una staffetta di pellegrini a piedi è pronta a percorrere i 120 chilometri friulani portando con sé un «ospite» particolare. Si tratta di una reliquia ex ossibus di sant’Antonio che “camminerà sulle gambe dei pellegrini” e verrà consegnata di volta in volta alle comunità cristiane dei paesi di tappa ospitanti, per ripartire il mattino successivo. Precisa fra Paolo Floretta, francescano conventuale (OfmConv), coordinatore del progetto Antonio 20-22: «Tutti gli eventi sono di libero accesso, ma aperta è pure la staffetta a chiunque vorrà affiancarsi lungo la strada: per questo rendiamo noti luoghi e orari di partenza nel programma ufficiale».

Il programma prevede due giorni di eventi a Gemona del Friuli sabato 9 e domenica 10 ottobre prima della partenza lunedì 11 direzione Majano. Le mete successive sono Sequals martedì 12; Montereale Valcellina mercoledì 13; Polcenigo giovedì 14; Sacile venerdì 15 ottobre.

«Per sant’Antonio – spiega fra Paolo –, quello a piedi lungo le strade friulane è un ritorno, perché queste contrade lo videro camminante e predicatore della Buona notizia del Vangelo negli anni intorno al 1227, quando, da ministro provinciale, di qui passò per incontrare i frati operanti nel territorio e il popolo di Dio loro affidato». In particolare, è attestata la visita pastorale di Gemona del Friuli, porta nord del «Cammino di sant’Antonio» in quanto sede della più antica chiesa mai dedicata ad Antonio, custodita all’interno del Santuario di sant’Antonio.

Proprio il Santuario sarà sede di gran parte delle proposte del fine settimana che precede l’avvio del cammino. Si comincia sabato 9 alle ore 11 con il convegno «Il sant’Antonio della gente: reliquie, devozioni e carte a Gemona e in Friuli», che vede tra i relatori fra Luciano Bertazzo, OfmConv (direttore del Centro Studi Antoniani di Padova) e Andrea Tilatti (storico medievista dell’Università di Udine); la sera (ore 20.30) una Veglia antoniana porterà sulla dimensione della preghiera l’intera iniziativa. Domenica 10 attenzione per i più piccoli con il laboratorio artistico espressivo Gioca con Antonio, a cura del «Messaggero dei ragazzi» (ore 16, prenotazione gratuita info@gemonaturismo.com). La sera ore 20.30 il Concerto «Dante d’Arpe» (con orchestra Ventaglio d’arpe; voce recitante Massimo Somaglino; soprano Laura Ulloa) omaggerà in musica san Francesco e il suo cantore Dante Alighieri.

Sabato 9 inoltre, alle ore 17.30 a Palazzo Elti di Gemona, la storica dell’arte suor Maria Gloria Riva inaugurerà la mostra collettiva antoniana «La Voce e il Miracolo - Espressioni del contemporaneo», espressione dell’Associazione Di.Segno di Padova. La mostra giunge così al suo sesto allestimento dopo aver girato l’Italia lungo il Cammino di sant’Antonio. Resterà aperta a Gemona fino a domenica 7 novembre (visite da martedì a domenica, ore 9.30-12.30 e 14.30-18.00).

Ogni tappa avrà poi la sua caratterizzazione, oltre al cammino a piedi. A Majano lunedì 11, dopo la Messa delle 18.00 a San Tomaso, l'appuntamento è alle 20.30 all'Hospitale di San Giovanni - San Tomaso per una serata di scoperta del Cammino antoniano dal titolo «Dall’Alpi a Sicilia a piedi con sant’Antonio».

A Sequals martedì 12 alle 16.00 la preghiera con esposizione della reliquia e confessioni alla Chiesa di Sant’Andrea apostolo precederanno la Messa delle 19.00, presieduta da fra Roberto Brandinelli, OfmConv, ministro provinciale della Provincia italiana di S. Antonio di Padova.

A Montereale Valcellina la Messa con esposizione della reliquia, alla Chiesa di Santa Maria Assunta, sarà alle ore 18.00 di mercoledì 13.

Giovedì 14 un momento particolare avverrà alle 12.30 circa nel piazzale antistante il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Qui i pellegrini si fermeranno con la reliquia per un momento di preghiera insieme ai malati, ai loro familiari e agli operatori. La sera, all'arrivo a Polcenigo nell'antico convento francescano oggi presidiato dalle suore elisabettine, Veglia antoniana di preghiera alla chiesa di San Giacomo, ore 20.30.

Ultimo giorno di cammino venerdì 15 ottobre con arrivo a Sacile e la Messa in Duomo delle 18.30 che chiuderà il programma di ottobre. Per Sacile sarà un arrivederci, perché proprio da questa tappa la staffetta ripartirà lunedì 8 novembre per completare il cammino con le tappe venete fino a Padova.

 

  • Le dichiarazioni dell’amministrazione di Gemona del Friuli

«A ottocento anni dall’arrivo in Italia di Antonio di Padova, l’Amministrazione Comunale di Gemona è felice di poter onorare la memoria del Santo, ricordando la sua grandiosa figura e l’impatto che essa ha avuto nei secoli, insieme ai numerosi e prestigiosi partner che si sono ritrovati all’interno della grande famiglia di “Antonio 20-22”. Una tre giorni di devozione e di cultura che prende avvio dall’importante presenza del Santuario antoniano gemonese per coinvolgere devoti, curiosi e tutti coloro che sono interessati al Cammino che collega la nostra cittadina alla Basilica del Santo. Una serie di appuntamenti che si propone di valorizzare ancor di più le peculiarità del nostro territorio e, nei giorni a seguire, anche quelle dei territori friulani coinvolti in questo percorso di fede e di bellezza, senza l’impegno dei quali il Cammino stesso non avrebbe mai visto la luce».

Roberto Revelant, Sindaco di Gemona del Friuli

 

«Sant’Antonio, camminando nella nostra terra, ha lasciato un grande ricordo del suo passaggio, una traccia che nel tempo si è trasformata in una grande devozione e che ha visto sorgere numerosi luoghi di culto a lui dedicati. È questa contezza e la precisa volontà di valorizzare gli importanti documenti custoditi nel nostro Archivio storico che ci ha portato a organizzare questo convegno, grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, che ringraziamo, e la collaborazione con il Centro Studi Antoniani e le Università di Udine e di Trieste. Un’occasione per scoprire pagine di storia ancora poco note, comprendere quale patrimonio di sapere i documenti antichi - che saranno presto oggetto di digitalizzazione - siano in grado di svelare e assumere consapevolezza di quando radicata sia a Gemona la devozione ad Antonio di Padova».

Flavia Virilli, Assessore alla Cultura di Gemona del Friuli

 

  • Il Progetto Antonio 20-22

Il programma friulano si colloca nel contesto del Progetto «Antonio 20-22», di valorizzazione degli ottocentenari antoniani del triennio: 1220 la vocazione francescana di Antonio, 1221 il suo naufragio in Italia e il primo incontro con san Francesco, 1222 il suo svelarsi al mondo come grande predicatore e santo. «Antonio 20-22» è espressione dei Frati minori conventuali della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, voluto e ideato – insieme ai collaboratori laici – da alcune delle principali realtà della famiglia antoniana: la Basilica del Santo, il «Messaggero di sant’Antonio», l’Associazione Cammino di sant’Antonio, il Centro Francescano Giovani – Nord Italia, la Peregrinatio Antoniana.

«Antonio 20-22» è direttamente patrocinato dall’intera famiglia francescana che vive e prega nel nostro Paese, ovvero i frati (conventuali, minori, cappuccini e il Terzo ordine regolare, con l'Unione Conferenze dei Ministri Provinciali della Famiglia francescana d'Italia); le clarisse (Federazioni delle Clarisse in Italia); le suore francescane di vita attiva (MoReFra, il Movimento delle Religiose Francescane); i laici francescani (OFS d'Italia, Ordine francescano secolare).

Tutte queste realtà, e altre del territorio, hanno contribuito validamente all’organizzazione del programma friulano. Vanno ringraziate le parrocchie, le amministrazioni comunali, le fraternità francescane, le singole persone coinvolte, senza le quali il programma sopra indicato non sarebbe stato immaginabile. Una menzione particolare per l’amministrazione comunale di Gemona del Friuli e per la fraternità dei frati minori del Santuario di sant’Antonio di Gemona.

 

INFORMAZIONI

Per informazioni stampa: ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio 20-22» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio2022.org

Programma completo e aggiornamenti: www.antonio2022.org

Per la mostra «La Voce e il Miracolo» e gli eventi gemonesi: Ufficio Iat Gemona – tel 0432 981441 –www.gemonaturismo.com

 


Allegati disponibili


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EMP | ComunicatoStampa

Festival Francescano 2021, domenica 26 settembre Davide Rondoni in dialogo con p. Andrea Vaona sulla contemporaneità di sant’Antonio

L’incontro tra arte, poesia e storia a 800 anni dall’arrivo in Italia di sant’Antonio di Padova nell’ambito della collettiva d’arte “La voce e il miracolo” visitabile a Bologna fino al 4 ottobre

23 Settembre 2021| di Ufficio Stampa Messaggero S. Antonio Editrice - Progetto Antonio 20-22

Il catalogo dell’esposizione promossa dal progetto “Antonio 20-22” è pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova


Domenica 26 settembre alle ore 15.00, nella Biblioteca della Basilica di San Francesco, il poeta e saggista Davide Rondoni, autore delle Edizioni Messaggero Padova, dialoga con padre Andrea Vaona, francescano conventuale e docente di storia ecclesiastica alla Facoltà Teologica del Triveneto, sul tema “Antonio contemporaneo”, incontro tra arte, poesia e storia a 800 anni dall’arrivo in Italia di sant’Antonio di Padova.

Prima di diventare «di Padova», infatti, il giovane frate Antonio proprio 800 anni or sono fu «di Forlì» (1221-1222) e «di Bologna», dove insegnò teologia nella neonata Università a cavallo tra il 1223 e il 1224, dopo che Francesco d’Assisi con una lettera lo consentì.

L’incontro con il poeta Rondoni è un evento collaterale della mostra collettiva “La voce e il miracolo. Espressioni del contemporaneo”, inaugurata nell’ambito del Festival Francescano in Cappella Muzzarelli della Basilica di San Francesco. Ripensare oggi a sant’Antonio di Padova è una sfida e 27 artisti si sono messi in gioco, hanno indagato, letto, pregato il Santo e ne è nato un florilegio di opere interessanti, il cui filo conduttore è, per l’appunto, la voce e il miracolo. Il catalogo della mostra, a cui Rondoni ha collaborato, è pubblicato da EMP con il titolo omonimo La voce e il miracolo ed è disponibile in loco, dal sito dell’editore www.edizionimessaggero.it e su ordinazione a emp@santantonio.org.

L’esposizione, a cura di suor Maria Gloria Riva, è visitabile fino al 4 ottobre, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00, in base ai posti previsti dalle norme anticovid.

La collettiva d’arte è organizzata in collaborazione con «Antonio 20-22», progetto della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati minori conventuali per la valorizzazione degli anniversari antoniani (https://www.antonio2022.org/); i frati minori conventuali della Basilica di San Francesco in Bologna; l’associazione culturale Di.Segno di Padova e ha come media partner il mensile «Messaggero di sant’Antonio».

 

Per informazioni e visite guidate della Mostra antoniana: 3389604744 - 051 221762

Per informazioni stampa sul progetto ANTONIO 20-22 Alberto Friso, Project event manager «Antonio 20-22» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio2022.org

Programma completo e aggiornamenti: www.festivalfrancescano.it - www.antonio2022.org - www.sanfrancescobologna.org

 


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Provincia Italiana S. Antonio di Padova | ComunicatoStampa

BOLOGNA PER GLI 800 ANNI DELL’ARRIVO IN EMILIA ROMAGNA DI SANT’ANTONIO, MOSTRA D’ARTE E INCONTRO CON IL POETA RONDONI

Inaugurazione venerdì 10 settembre ore 18 alla Cappella Muzzarelli della Basilica di San Francesco per l’allestimento bolognese della mostra «La Voce e il Miracolo», visitabile fino al 4 ottobre. Presente la curatrice Maria Gloria Riva

7 Settembre 2021| di Progetto "Antonio 20-22" - Ufficio stampa Messaggero di sant'Antonio

Il 26 settembre ore 15 nell’ambito del Festival Francescano l’approfondimento su «Antonio contemporaneo», con Davide Rondoni e fra Andrea Vaona


Prima di diventare «di Padova», il giovane frate Antonio proprio 800 anni or sono fu «di Forlì» (1221-1222) e «di Bologna», dove insegnò teologia nella neonata Università a cavallo tra il 1223 e il 1224, dopo che Francesco d’Assisi con una lettera lo consentì.

Ricordando questi fatti, nel contesto delle celebrazioni per gli anniversari riferibili al Progetto «Antonio 20-22» di valorizzazione delle ricorrenze antoniane, i frati minori conventuali della Basilica di San Francesco in Bologna, l’associazione culturale Di.Segno di Padova e il mensile «Messaggero di sant’Antonio» propongono la mostra collettiva «La Voce e il Miracolo - Espressioni del contemporaneo», visitabile alla Cappella Muzzarelli della Basilica di San Francesco dal 10 settembre fino al 4 ottobre, festa del santo di Assisi.

Attraverso le opere di ventisette artisti italiani l’esposizione, curata da suor Maria Gloria Riva, si propone di provocare la riflessione e ripensare nell’oggi le figure dei santi Antonio e Francesco. «Ripensare, nella contemporaneità, a Sant’Antonio da Padova è una sfida – commenta la curatrice –. Secoli di storia hanno cristallizzato la sua figura dietro a una miriade d’immagini, a volte sdolcinate, altre volte possenti: il giglio, il bambino, il saio francescano. Ripensare Antonio in relazione alla compagnia di quel grande santo Fondatore che cambiò la sua vita, Francesco, anche questa è una sfida».

Maria Gloria Riva, insieme ad altre autorità, inaugurerà l’allestimento bolognese della mostra con una vernice aperta al pubblico venerdì 10 settembre alle ore 18. Tra i relatori, Valentina Castaldini, Consigliera regionale dell’Emilia Romagna; Alberto Friso, project event manager “Antonio 20 - 22”; Cleofe Ferrari, artista e presidente dell’Associazione Di.Segno e Giulio Zennaro, insegnante di storia e filosofia della medesima associazione. Introduce Maurizio Bazzoni, francescano conventuale della Basilica di San Francesco. Da quel momento l’esposizione «La Voce e il Miracolo - Espressioni del contemporaneo» resterà visitabile fino al 4 ottobre nella quattrocentesca Cappella Muzzarelli adiacente alla Basilica di San Francesco di Bologna (ingresso da piazza Malpighi, 9), nei seguenti orari: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, con ingresso libero.

Appuntamento invece domenica 26 settembre alle ore 15.00 nella vicina Biblioteca Francescana del complesso basilicale per l’incontro «Antonio contemporaneo. Arte, poesia e storia a 800 anni dall'arrivo in Italia di sant'Antonio», con il poeta ed editorialista Davide Rondoni e fra Andrea Vaona, francescano conventuale, docente di storia ecclesiastica alla Facoltà Teologica del Triveneto, nel contesto del Festival Francescano.

Con Bologna, la mostra raggiunge la quinta tappa del suo giro d’Italia lungo la direttrice del cammino compiuto da sant’Antonio di Padova 800 anni fa. Dopo il varo dell’esposizione lo scorso autunno a Padova, al Museo Antoniano della Basilca del Santo, la rassegna ha infatti interessato la Sicilia, con l’esposizione a Milazzo (ME); la Basilicata a Lauria (PO); la Romagna con Rimini.

Il catalogo dell’esposizione, dal titolo omonimo pubblicato per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, è disponibile in loco, dal sito dell’editore www.edizionimessaggero.it e su ordinazione a emp@santantonio.org.

Guarda il video di presentazione della curatrice - clicca qui.

Foto opere in mostra e approfondimenti in allegato.

 

Per informazioni e visite guidate della Mostra antoniana: 3389604744 - 051 221762

Per informazioni stampa: ANTONIO 20-22 – Alberto Friso, Project event manager «Antonio 20-22» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio2022.org

Programma completo e aggiornamenti: www.antonio2022.org  www.festivalfrancescano.it  www.sanfrancescobologna.org


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