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«Il Vangelo di Luca. Tutto»: Basilica del Santo e Basilica di Santa Giustina insieme per la lettura integrale pubblica del Vangelo di Luca

San Luca, l’evangelista della misericordia, e sant’Antonio, predicatore fervente e instancabile, si “incontrano” sabato 10 ottobre per un evento inedito che collega le due Basiliche padovane. Al centro, la Parola di Dio

5 Ottobre 2026| di Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio800»

In collaborazione con la Consulta delle aggregazioni laicali della Diocesi di Padova


Anche molti padovani lo ignorano: san Luca evangelista è custodito nella loro città, nell’antichissima Basilica di Santa Giustina, affacciata su Prato della Valle. E proprio nel transetto sinistro della Basilica, nelle immediate vicinanze dell’arca dell’evangelista, si terrà sabato 10 ottobre dalle ore 14.30 un’inedita lettura pubblica continuativa dell’intero Vangelo di Luca, iniziativa qui mai realizzata prima, stando alle cronache.

A darsi staffetta, per circa tre ore di lettura, saranno 55 lettori espressione delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti ecclesiali rappresentati nella Consulta delle aggregazioni laicali (CAL) della Diocesi di Padova, oltre che delle realtà associative che gravitano attorno alle due Basiliche coinvolte. L’evento «Il Vangelo di Luca. Tutto.» è aperto alla partecipazione della cittadinanza, senza prenotazione, anche solo per cogliere alcuni momenti di ascolto del pomeriggio di reading. 

I lettori, prima di portarsi nel transetto sinistro della Basilica di Santa Giustina, vivranno dalle 13.45 un momento speciale di preghiera e benedizione nella Cappella del tesoro in Basilica del Santo, lì dove sono conservate le principali reliquie insigni di frate Antonio, la lingua e l’apparato vocale, che nel prodigio della loro conservazione, a distanza di secoli, mostrano l’eccellenza della predicazione del francescano. L’iniziativa del 10 ottobre intende infatti essere espressione sinodale di comunione, suggerendo un collegamento tra le santità esemplari di Antonio e di Luca, i cui resti mortali sono eccezionalmente custoditi a poche centinaia di metri di distanza l'uno dall'altro. Il legame tra i due santi "padovani" ha al centro la parola di Dio, che i lettori e le lettrici avranno il privilegio di poter proclamare "sulla" tomba del santo evangelista, dopo aver ricevuto una speciale benedizione e il testo del Vangelo "sulla" tomba di Antonio, santo e dottore della Chiesa.

La scelta della data del 10 ottobre non è casuale. Siamo nel mese francescano, nell’ottocentenario della morte del santo di Assisi (4 ottobre); all’indomani della ricorrenza di santa Giustina (7 ottobre); alla vigilia della festa di san Luca (18 ottobre); nell’ottantesimo anniversario dalla proclamazione di sant’Antonio “Dottore evangelico” da parte di papa Pio XII (16 gennaio 1946). Commenta fra Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo: «Sappiamo come sia san Francesco che sant'Antonio avessero un rapporto intensissimo con la Parola di Dio, con il Vangelo in particolare. San Francesco riconosceva nel Vangelo lo spazio per ascoltare e accogliere la voce del Diletto. E sant'Antonio abitava la Parola del Signore come luogo privilegiato per conoscere il Volto di Dio e alimentare lo spirito di carità verso tutti».

Anche Dom Giulio Pagnoni, abate di Santa Giustina, nel suo saluto introduttivo evidenzia la centralità della Parola: «La Basilica di Santa Giustina, e la comunità monastica che la apre a tutti, custodisce da tanti secoli l'arca dell'evangelista Luca, che è stato oggetto anche di una ricognizione attorno all'anno 2000. Piace sottolineare come lo scritto di Luca sia proprio il collegamento tra la vicenda di Gesù e quella di coloro che credono nel suo nome e lo seguono. Ha quindi questa caratteristica particolarissima di unire il tempo della Chiesa al tempo del Signore. Dobbiamo poi considerare che la vera, straordinaria reliquia di Luca sono i suoi scritti. Tutti gli evangelisti, anche il nostro Luca a Padova, hanno avuto in sorte di mettere in evidenza il loro scritto rispetto alla custodia del loro corpo. Questo è anche un motivo della relativa segretezza o non conoscenza del luogo che custodisce Luca. Il Vangelo, gli scritti consegnati e trasmessi dalla Chiesa, sono la più bella espressione della presenza e della testimonianza degli evangelisti. Non nascondo che proclamare il Vangelo e gli Atti degli Apostoli dall’ambone prossimo all'arca di san Luca, ci faccia sempre provare un'emozione fortissima, rendendoci più attenti a ciò che l'evangelista ha voluto consegnare alla comunità cristiana. E credo che questo sia il dono, la grazia e l'invocazione che possiamo fare: non perdere l'attenzione verso la buona novità del Vangelo».

Al termine della lettura, alle ore 18 circa, sarà lo stesso abate a proporre ai presenti una visita guidata della Cappella Cornaro, denominazione dovuta alla sepoltura di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo, ma che originariamente era l’antica Cappella di San Luca, perché qui dal ritrovamento e fino al 1562 era custodita l’arca dell’evangelista.

 

Per informazioni stampa:

ANTONIO800 – Alberto Friso, Project Event Manager «Antonio800» – Mob. 349 1770432 – albertofriso@antonio800.org - www.antonio800.org

MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO – Alessandra Sgarbossa, ufficio stampa - Mob. 380 2038621 – a.sgarbossa@santantonio.org – areastampa.messaggerosantantonio.it


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