Messaggero di sant'Antonio ed. italiana per l'estero | ComunicatoStampa

Ricercatori italiani nel mondo riuniti a Palazzo Chigi nel «Messaggero di sant’Antonio» edizione italiana per l’estero di settembre 2026

Dalle reti dei ricercatori italiani nel mondo alle sfide geopolitiche globali, passando per la tutela delle identità linguistiche, la solidarietà su due ruote e la memoria attiva nelle comunità emigrate

29 Agosto 2026| di Alessandra Sgarbossa - Ufficio stampa Messaggero di S. Antonio Editrice

Un viaggio a tutto campo tra le eccellenze e le storie degli italiani all’estero


È disponibile il numero di settembre 2026 del «Messaggero di sant’Antonio edizione italiana per l’estero». La storica rivista dei frati minori conventuali di Padova torna ad approfondire i temi di più stretta attualità socio-politica, culturale e umanitaria che vedono protagonisti gli italiani nel mondo. Attraverso inchieste, interviste ed esperienze di territorio nei vari continenti, la testata offre una fotografia dettagliata e autorevole di un’Italia dinamica, capace di dialogare con le sfide della contemporaneità senza smarrire le proprie radici.

Ricerca e scienza sono il focus dell’approfondimento “Geni senza frontiere” di Marinellys Tremamunno. Sono infatti circa 120mila i ricercatori italiani all’estero, una risorsa ad alta specializzazione che chiede un’interazione più efficace con le istituzioni del Bel Paese. Alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, svoltasi a Palazzo Chigi, scienziati da cinque continenti hanno condiviso esperienze e avanzato proposte al governo. Dalla ricerca antartica per Marte alla robotica, sono emersi impegni per potenziare gli incentivi al rientro, la sburocratizzazione e la creazione di piattaforme permanenti di dialogo.

Di geopolitica e democrazia si è invece occupato Alessandro Bettero in “Bulli e Papi”, un’ampia intervista al politologo Vittorio Emanuele Parsi sul suo ultimo saggio Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale (Saggi Bompiani), che analizza la crisi dell’ordine globale post-bellico. Con il corso muscolare degli USA di Trump, assimilabile alle autocrazie di Russia e Cina, l’Europa resta l’ultimo baluardo delle democrazie liberali. Parsi sottolinea la necessità per i Paesi europei di assumersi responsabilità strategiche, superare i populismi e coordinare una difesa comune per tutelare i propri confini, cogliendo anche il richiamo di papa Leone XIV.

Michela Manente ha affrontato il tema della lingua veneta tra cultura e linguistica nell’articolo “La lingua delle radici”. In un colloquio con il linguista Alessandro Mocellin, l’idioma veneto viene analizzato non come semplice dialetto, ma come lingua neolatina autonoma, sister language dell’italiano con codice ISO (VEC) e una ricca storia letteraria e diplomatica. Dalle radici della Serenissima alla koiné adriatica, l’articolo esplora l’evoluzione linguistica e le sfide per tutelarla. Anche alla luce del fatto che la salvaguardia della pluralità linguistica italica, prevista dalla Costituzione, è un valore fondamentale per preservare l’identità culturale nazionale.

Flavia Squarcio accompagna i lettori della rivista nella solidarietà internazionale con “I bikers della pace”, a cui è dedicata anche la copertina del mensile di settembre. MotoForPeace ETS, associazione no-profit fondata nel 2001 da appartenenti alle Forze dell'ordine, compie 25 anni di attività solidale. In un quarto di secolo le spedizioni motociclistiche hanno raggiunto aree complesse del pianeta per finanziare progetti umanitari. L’ultima missione ha portato 13 motociclisti da Trieste a Ulanbataar, in Mongolia, a sostegno di scuole locali e comunità nomadi con l’ong ASIA. L’iniziativa affianca la solidarietà al progetto «Anonimi della Fede» a supporto dei missionari.

Le comunità italo-americane sono protagoniste dell’articolo “Fede e storia per due anniversari” di Giorgia Miazzo. Gli italiani emigrati negli States celebrano tra settembre e ottobre due importanti traguardi: il centenario dell'Hoboken Italian Festival nel New Jersey, legato alla devozione per la Madonna dei Martiri di Molfetta, e il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli USA. Il festival unisce fede e momenti comunitari, come la preghiera a Ground Zero. Parallelamente, il progetto ItaliaAmerica250 valorizza il contributo storico, politico e scientifico degli italiani nella costruzione della nazione americana.

Dall’Australia arriva invece la storia di salute e inclusione “Comusichiamo?” di Luciano Gerry Gerardi. Protagonista è il dottor Simone Marino, ricercatore alla Edith Cowan University di Perth, che ha ideato il progetto «Comusichiamo» per contrastare la «triple absence» (isolamento migratorio, sociale e cognitivo) negli anziani affetti da demenza. Unendo etnografia e musicoterapia, l’iniziativa recupera la lingua madre e le melodie tradizionali (con organetto e zampogna) per riaccendere la memoria e preservare l’identità dei pazienti, anche attraverso il coro popolare «La Seconda Gioventù».

 

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Al comunicato stampa sono allegati anche alcuni articoli integrali del mensile per cui è consentita la ripresa in toto o in stralcio sui propri organi di stampa, con cortese citazione di fonte «Messaggero di sant’Antonio» e autore/autrice. Si ringrazia per la collaborazione


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